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Successo pieno per la Convention Sapar

By 10 Luglio 2007No Comments

Si è svolta questa mattina all’Hotel Ergife in Roma la Conferenza Nazionale indetta dalla Sapar – l’associazione più antica e rappresentativa del settore dell’Automatico da intrattenimento – con la partecipazione di oltre 600 persone fra operatori professionali e concessionari di rete, per dibattere, alla presenza dell’On. Francesco Tolotti e dell’On. Antonio Marotta, sul grave momento di crisi

che ha colpito il comparto a seguito degli sviluppi dell’inchiesta condotta dalla Procura di Venezia, la quale ha disposto il ritiro dal mercato di alcuni dei modelli di apparecchi NewSlot più diffusi, che rappresentano quasi la metà delle macchine comma 6 attualmente attive (105.000 su 220.000) e da sole producono un gettito erariale mensile di 140 milioni di euro!Il convegno, introdotto e moderato dal noto giornalista Filippo Grassia, ha permesso alla Sapar, tramite il Presidente Paolo Dalla Pria e il Segretario Nazionale Generoso Bloise, di dare pubblica evidenza all’estremo disagio che le imprese impegnate in questo campo stanno vivendo, nonostante esse non abbiano alcuna responsabilità in merito ai fatti accaduti e in corso di svolgimento, ed anzi si sentivano assolutamente garantiti dal complesso iter burocratico che precede l’installazione delle macchine a premio negli esercizi pubblici, la quale contempla una fase di omologazione presso gli enti certificatori accreditati e il successivo rilascio da parte di AAMS di nulla osta di distribuzione (al produttore) e di nulla osta di esercizio (al concessionario di rete), i cui termini di validità sono stati per altro sanciti da un recente decreto dell’Amministrazione, con scadenze scaglionate per consentire la graduale sostituzione degli apparecchi comma 6 con quelli di nuova generazione (comma 6A).A tal proposito, va segnalato per inciso che alla fine del 2007 scadranno i nulla osta di esercizio rilasciati nell’anno 2004, con immediata uscita dal mercato di circa 40.000 macchine.La Sapar, pur apprezzando la sensibilità dimostrata dal PM di Venezia, che proprio valutando l’assoluta estraneità dei gestori, ha semplicemente formulato un invito al ritiro delle macchine sotto inchiesta, fa presente che l’esecuzione di tale provvedimento metterà in ginocchio l’intero comparto, che, come ha sottolineato in apertura il Presidente Dalla Pria, conta circa 3200 aziende, le quali danno lavoro ad almeno 35.000 persone, sono presenti in qualcosa come 120.000 tra esercizi pubblici, sale da gioco e circoli privati, hanno prodotto per il 2006 un gettito erariale pari a 2miliardi e 72 milioni di euro, con previsione per il 2007 di un incremento di 230 milioni.L’Associazione, quindi, non chiede delle semplici soluzioni-tampone mirate a superare le difficoltà contingenti, bensì un’immediata modifica dell’art.110 Tulps facendo si che la norma non sia più oggetto di interpretazioni tali da paralizzare anche in futuro l’attività degli apparecchi per il gioco lecito.Da parte dell’On.Tolotti è stato assicurata la massima adesione da parte della politica alle proposte Sapar, quantunque egli ritenga che questo intervento sarà attuabile solo attraverso la prossima Finanziaria. Nel frattempo, Tolotti ritiene necessario limitare il più possibile l’enorme danno che si sta concretizzando a svantaggio delle aziende, seguendo una triplice via: riaprire il rilascio dei nulla osta di distribuzione comma 6 per un certo periodo, far si che l’immediatezza dell’esecuzione dell’ordinanza del PM di Venezia sia attenuata, velocizzare il più possibile i tempi dell’introduzione sul mercato dei nuovi apparecchi comma 6A.Soluzioni tampone che l’uditorio ha parzialmente accolto, ritenendo che una vicenda così delicata meriti un provvedimento d’urgenza da parte del Governo. Ma su questo, ovviamente l’On.Tolotti non si è potuto impegnare.Da parte dell’On Antonio Marotta, la cui professione di avvocato lo ha portato di frequente ad interessarsi delle problematiche dei gestori, ha sposato in pieno la causa della Sapar, affermando l’assoluta incoerenza della normativa in vigore. Ha inolte rivolto pubblicamente un invito ad Aams affinché si possa dar corso non alla rottamazione forzata di tutti gli apparecchi sotto inchiesta, bensì ad un loro adeguamento tecnico.Tra gli interventi di sala, spicca quello di Amedeo Laboccetta, uno dei masismi esponenti del concessionario di rete Atlantis World, che vanta di gran lunga il maggior numero di apparecchi comma 6 collegati. Labocetta, nell’esaltare il ruolo svolto dalla Sapar al fine di addivenire ad una norma più chiara ed incontrovertibile, ha denunciato a viva forza l’assenza dei Monopoli di Stato all’incontro odierno, che a suo avviso è da ritenersi in alcun modo giustificabile. Quindi ha dato lettura della comunicazione inviata alla Sapar dal Sen.Giorgio Benvenuto, Presidente della Commissione Finanze, il quale, nel rendere nota la proprio indisponibilità a partecipare alla Convention dell’Ergife a causa di impegni precedentemente assunti, ha tenuto a manifestare la massima attenzione che la politica sta dedicando al problema sorto in questi giorni, assicurando un’azione di coordinamento con tutti i soggetti istituzionali coinvolti per ridurne al minimo le conseguenze. Nonostante qualcuno abbia tentato di rompere il clima di adesione che tutto l’uditorio ha manifestato nei confronti dell’azione svolta dalla Sapar, tutti gli interventi che hanno fatto seguito a quello di Labocetta – ed in particolare quello del Presidente della Commissione Legislativa Sapar Domenico Distante – hanno confermato il forte stato di disagio e di incertezza rispetto alle azioni da intraprendere nell’immediato. La replica conclusiva dell’On.Tolotti non poteva divergere da quanto espresso in precedenza, ma egli si è sentito di affermare che l’unico scenario ragionevole è quello di una soluzione legislativa tramite la Finanziaria e che comunque i controlli sul territorio non partiranno in maniera repentina.Successivamente, la riunione è proseguita informalmente dando sfogo alle opinioni degli operatori presenti che, sempre riprendendo le parole di Dalla Pria, sono i reali protagonisti del mercato, sopportandone soprattutto gli oneri. Pertanto, penalizzarli significherebbe pregiudicare le sorti dell’intera filiera e di riaprire pericolosi spazi al gioco illegale e clandestino.