Oggi la Camera ha approvato in prima lettura il D.L. n.149 in materia di giochi; si tratta di un provvedimento che, in corso dopera, ha finito per occuparsi di una grande vastità e complessità di materie, con esiti che non è azzardato definire sconcertanti.
Va salutata positivamente la riscrittura dellart. 1-quater, che nella stesura originale aveva suscitato fondate preoccupazioni nel settore dellautomatico, evocando inopinatamente la progressiva sostituzione con le videolotteries degli apparecchi comma 6a, cioè proprio di quegli apparecchi sui quali, dopo lungaggini e ritardi dovuti a problemi di omologa, gli operatori stanno investendo consistenti risorse per rinnovare e rendere più affidabile il parco macchine installato.
Ma le buone notizie si fermano qui.
Particolarmente grave appare la decisione di caricare, con laumento del PREU dal 12% al 12,7% sulle spalle degli operatori dellautomatico il costo del ripianamento della situazione debitoria dellUNIRE.
Si tratta di unoperazione che contrasta con i più elementari principi di civiltà giuridica e fiscale. Se si riteneva, cosa tutta da dimostrare, che salvare lUNIRE fosse una priorità per il Paese, ciò avrebbe dovuto essere posto a carico della fiscalità generale.
Invece si è preferito intervenire con una sorta di surrettizia imposta di scopo, prelevando direttamente risorse da un settore economico che nellultimo periodo ha garantito un crescente ed importante gettito erariale.
Vien da chiedersi che cosa è rimasto dei reiterati impegni a non aumentare la pressione fiscale! Per non parlare del senso di responsabilità che dovrebbe caratterizzare chi amministra risorse pubbliche, senso di responsabilità in cui certo non hanno eccelso molti che negli anni si sono succeduti nella gestione dellUNIRE.
Questo decreto premia gli sprechi e lamministrazione allegra e penalizza un settore, quello dellautomatico, che dovrebbe essere sostenuto nellimpegno verso una sempre maggiore trasparenza e managerialità.
On. Francesco Tolotti
