
Marzio Bonaccorsi, Presidente della Commissione Enada-Immagine della Sapar, ripercorre la storia delle nostre fiere evidenziandone l’importanza non solo dal punto di vista commerciale, ma anche da quello politico, promozionale ed associativo.
Definirla semplicemente una Fiera sarebbe riduttivo. LEnada, sin da quando venne istituita nel lontano 1972, in coincidenza con le celebrazioni per il primo decennale di vita della Sapar si imposta come la convention annuale dellAutomatico, nella quale gli operatori professionali hanno la possibilità di osservare da vicino tutte le novità proposte dai mercati interno ed internazionale, ed il settore stesso ha lopportunità di portare allattenzione dei politici, delle istituzioni in genere, della stampa e dellopinione pubblica le proprie potenzialità produttive, occupazionali e contributive e di rendere di dominio pubblico le proprie istanze.
Non ritengo necessario ripercorrere, in questa sede, tutte le tappe della storia dellEnada, ma tengo a sottolineare come tale evento abbia non solo accompagnato, ma direi stimolato la crescita della nostra industria che, per quanto di nicchia, sin dai primi anni 80 è finita sempre più sotto la luce dei riflettori, con leffetto che il divertimento automatico è diventato un fenomeno sociale in piena regola, capace di stimolare dibattiti a tutti i livelli.
Senza lEnada e senza la Sapar che lha organizzata direttamente sino al 2004, quindi, sarebbero venuti a mancare gli indispensabili punti di riferimento per siglare le tappe evolutive del settore e, soprattutto, per contrapporre alla campagne denigratorie che lhanno spesso additato, per svelarne il volto buono.
Ovviamente, nelle varie edizioni non sono mancati gli aspetti di criticità, ma se dovessi ora riassumere in maniera telegrafica questi primi 34 anni di Enada, non avrei dubbi nellaffermare che la nostra Fiera ha saputo mantenere il passo coi tempi, a volte addirittura anticipandoli; offrire i propri servizi con professionalità e discrezione; armonizzare le esigenze di produttori, commercianti e gestori, dando al concetto di filiera non un connotazione corporativa, bensì le forme di unindissolubile continuità. Tutto ciò, fino a meritarsi letichetta, riprendendo uno slogan lanciato tempo fa dagli amici dellAtei, di viaggio a fermata unica nel mondo dellAutomatico italiano, e non solo.
E questo, se permettete, è un primato che lEnada non potrà mai perdere.
Ma lEnada, e non da oggi, è una manifestazione che fa cultura, nel senso più lato del termine. Più di ventanni or sono, in coincidenza con la creazione del Centro Studi Automat, abbiamo detto nel suo ambito convegni che, senza tema di smentita, hanno fatto epoca, ottenendo ampi riscontri non solo a livello mediatico. Basterà ricordare, ad esempio, che il CNR ha seguito con tale attenzione le nostre attività da patrocinare diverse ricerche sul campo condotte dai nostri esperti. E, nel prosieguo, lEnada ha avuto un programma collaterale sempre più ricco e variegato.
Con il boom di mercato favorito dalla legge 425/95, lEnada ha sicuramente sviluppato la propria vocazione commerciale, tanto da subire, di anno in anno, un progressivo ampliamento, sino a toccare i 20.000 mq di superficie. Ma questo non significa che abbia, nel contempo, soffocato le altre sue anime. Al contrario, ha dedicato sempre maggiore attenzione tanto allattività associativa, quanto a quelle che possono essere sommariamente definite le relazioni esterne.
A sottendere le considerazioni si qui esposte, vi è la stretta sinergia consolidatasi nel tempo fra Enada e Enada Primavera, che sono diventate perfettamente complementari non solo sul piano del business, ma anche su quelli sopra accennati. Lesposizione di Rimini, con la sua vicinanza al regno dellintrattenimento italiano, ovvero la Riviera Adriatica, con la sua capacità di aprirsi al mondo intero, con la sua invidiabile infrastruttura, con la sua collocazione temporale a ridosso del periodo clou dellanno, con la grande professionalità del suo staff organizzativo. La rassegna di Roma, con la sua straordinaria centralità politica e geografica, con la sua ineguagliabile tradizione, con le sue date strategicamente azzeccate per misurarsi come avviene ormai da anni con le novità a carattere legislativo recate dalle leggi finanziarie, nonché per avere in anteprima europea le primizie esposte alle fiere che si svolgono in settembre in Giappone e negli States..
Insomma, non è forzato affermare che, oramai, Enada ed Enada Primavera debbono essere considerate le due sessioni di un unico grande evento e non certo, come qualcuno pensa, un inutile (anzi, oneroso) sdoppiamento. Nel momento in cui l’Automatico italiano ora più che mai ha bisogno di dimostrare la sua forza, la sua correttezza e la sua vitalità, è necessario che gli interessi di tutti convergano sulle nostre fiere.
Queste, per altro, sono state anche le valutazioni che hanno indotto la Sapar ad affidare lorganizzazione dellEnada di Roma a Rimini Fiera. In forza di un consolidato rapporto di reciproca stima, maturato a partire dal 1989, quando si tenne la prima Enada Primavera, siamo arrivati, nel 2004, a compiere questo grande passo. Sul piano affettivo, ci è costato certamente qualcosa, ma essendo il nostro interesso quello di fare il definitivo salto di qualità ad esclusivo vantaggio delle aziende labbiamo fatto volentieri. E i risultati si sono subito visti.
Siamo ai giorni nostri. La nuova Presidenza Sapar, insediatasi il 24 maggio scorso, ha giustamente posto tra i punti cardine del proprio programma lulteriore valorizzazione delle Fiere lEnada e lEnada Primavera coinvolgendole in un discorso globale di promozione di immagine. Per questo, è stata creata una Commissione onnicomprensiva, che ingloba ed implementa le attività che in precedenza facevano capo alle Commissioni Enada e Automat.
A nome della Commisisone Enada-Immagine, colgo loccasione per ringraziare pubblicamente il Presidente Dalla Pria, lUfficio di presidenza e il Consiglio Direttivo tutto per averci affidato la responsabilità di questo nuovo organismo. Un impegno serio, sicuramente gravoso, ma che affronteremo tutti insieme, con entusiasmo e convinzione, nella certezza che ancora molto si possa e si debba fare per dare credibilità al mondo dellAutomatico italiano.
Marzio Bonaccorsi
