“Ho molto apprezzato l’intervento della dottoressa Elisabetta Poso, a capo dell’Ufficio Apparecchi da Intrattenimento di ADM, all’evento dell’Istituto per la Competitività (I-Com)” – ha dichiarato Sergio D’Angelo, presidente della Sapar in un’intervista rilasciata ad Agimeg– “In particolare le sue parole sui tre pilastri del riordino del gioco fisico, vale a dire tassazione, contrasto all’illegalità e protezione del giocatore, ci trovano perfettamente allineati. Allo stesso tempo siamo però consapevoli della necessità di un intervento rapido e strutturale per bloccare il calo delle entrate erariali, si parla di oltre 300 milioni di euro all’anno, prodotte dalle awp“.
“Un segnale della crisi che da troppi anni coinvolge il settore dell’intrattenimento e che necessita, come giustamente indicato dalla dottoressa Poso, di una riforma capace di ridurre il disequilibrio generato anno dopo anno, riallineando il rapporto tra tassazione, margini e sostenibilità. Ribadisco che si tratta però di interventi urgenti e che possono trovare soluzione, almeno in parte, anche prima del riordino che avrà comunque tempi ancora lunghi. Mi riferisco – sottolinea D’Angelo – alle misure ponte che abbiamo elaborato come Sapar”.
“Tra queste rientra la nuova awp, che abbiamo presentato in anteprima all’Enada Workshop, che garantisce, grazie a delle importanti innovazioni tecnologiche, più sicurezza, più intrattenimento, maggiore equilibrio della tassazione e rispetto delle entrate erariali. Ma non solo. La nuova awp è stata pensata anche in un piano di sostenibilità ambientale e, grazie al riutilizzo degli hardware, portando ad una riduzione significativa delle emissioni di CO2″.
“Tornando all’intervento della dottoressa Poso, mi permetto una considerazione su un aspetto importante del prossimo riordino. Non è stata infatti presa in considerazione la
figura del gestore il quale ha favorito il passaggio dal gioco fisico illegale a quello legale. Infatti negli ultimi 20 anni ha permesso allo Stato di incassare circa 100 miliardi di euro e che, nonostante la crisi attuale, rimane il maggior contribuente visto che incide per il 36% delle entrate. I gestori tutt’oggi sono, grazie alla capillare presenza sul territorio, la prima linea per il contrasto al gioco illegale e la tutela dei giocatori e che senza di loro non esisterebbero né innovazione né sostenibilità per l’intera filiera”.
“Insomma – ha concluso il presidente di Sapar – una vera ed efficace riforma del gioco fisico non è possibile senza tenere in considerazione le esigenze di questa parte fondamentale della filiera del gioco”.
