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Il gioco è un bene normale e necessario

By 27 Gennaio 2022No Comments

È stato presentato il rapporto della Luiss Business School e Ipsos che ha delineato lo stato del settore del gioco durante la pandemia. Da queste analisi emergono diversi spunti di riflessione che confermano quanto affermato da Sapar in tutti questi anni.

Secondo quanto rilevato, il settore del gioco si conferma toccato dagli effetti della pandemia: infatti, solo il 35% degli esercenti dichiara di essere soddisfatto dell’andamento della propria attività e un esercente su sei ha dovuto ridurre il personale. Ovviamente tutto ciò potrebbe avere delle ricadute negative anche sul territorio con la diminuzione dei punti vendita e il proliferare di attività illegali. Purtroppo la pandemia, come abbiamo avuto modo di scrivere più volte, ha influenzato negativamente il settore del gioco: la chiusura dei canali di gioco fisico e l’aumento del gioco illegale sono due piaghe evidenti.

Inoltre, dall’analisi viene confermato un concetto molto importante: il gioco fa parte della nostra società, perché, afferma Raffaele Oriani, referente scientifico del progetto di ricerca sul settore del gioco e associate dean della Luiss business school, si “considera il gioco sempre più come un bene ‘normale’ e un bene ‘necessario’, quindi parte del proprio tempo libero, ineliminabile dunque dal paniere dei consumi”. Il gioco è sinonimo di socialità e aggregazione, non dimentichiamolo: infatti, per quasi tutti gli operatori intervistati “senza il loro esercizio il territorio ne avrebbe un grave danno, anche in termini di luogo di aggregazione”.

Inoltre, secondo Oriani, “per combattere l’espansione del gioco illegale è necessario garantire una regolamentazione attenta”, concetto su cui anche noi ci siamo sempre esposti.