In relazione all’articolo apparso ieri (26 settembre) su il Corriere della Sera, intitolato “Il gioco eccessivo alle slot? E’ vietato. Nuove regole in 6600 aziende”, l’Associazione Nazionale Sapar ritiene necessario evidenziare le notevoli imprecisioni in esso contenute, a cominciare dall’affermazione per cui “ le slot machine sono le meno tassate” fra i vari prodotti di gioco attualmente esistenti sul mercato.
In particolare, su tali apparecchi grava attualmente un’imposta dell’11,8% sulla raccolta, che corrisponde al 47,2% sul residuo di cassa dopo il pagamento delle vincite, che deve rispettare una percentuale minima del 75%. Va però sottolineato che a partire dal 1° gennaio 2013 tale aliquota salirà al 12,7%, mentre dal 2015 il Preu passerà al 13%.
Nel panorama complessivo dell’offerta di gioco detta aliquota non risulta certo essere la meno gravosa, considerando ad esempio il fatto che quella applicata alle Videolottery (comma 6B ART. 110 Tulps) è del 4% sulla raccolta e del 36,2% sul prelievo. Altrettanto si può dire, rimanendo nell’alveo dei prodotti venduti sul canale terrestre, a riguardo del bingo (l’imposta è 11%), delle scommesse ippiche (7,5% circa) e sportive (5% circa).
Chiaramente, queste difformità hanno una loro ragione d’essere, che tiene conto delle specifiche realtà di ciascun prodotto di gioco, che ovviamente non sono assimilabili né sul piano commerciale né su quello industriale. Perciò, questo raffronto è finalizzato solamente ad evidenziare la non correttezza della affermazione di partenza.
Non meno grave è l’errore commesso nei riportare i dati della raccolta sulla semestrale. I 24,4 miliardi raccolti nella prima metà del 2012 (per un incremento di 4 miliardi rispetto allo stesso periodo del 2011) non riguardano le sole NewSlot, ma l’intero comparto degli apparecchi. Il dato disaggregato indica infatti che le NewSlot hanno raccolto 13980 milioni contro i 15045 dei primi sei mesi del 2011, per una perdita di 1065 milioni, corrispondente a circa il 7%, mentre le Videolottery hanno praticamente raddoppiato gli incassi, passando dai 5377 milioni introitati da gennaio a giungo 2011 ai 10450 del primo semestre 2012.
Oltre a queste doverose precisazioni, il Presidente Sapar Raffaele Curcio, sempre in merito all’articolo in oggetto, fa presente quanto segue.
“Continuare a mistificare i dati relativi alle NewSlot risponde evidentemente ad una strategia distruttiva nei confronti di un comparto che non solo è il più produttivo dell’industria dei giochi, pure in termini di gettito erariale, ma è anche quello che coinvolge il maggior numero di operatori, considerando l’insieme dei gestori, produttori e distributori degli apparecchi e gli esercizi in cui essi sono installati.
Effettivamente, ciò che riscontriamo quotidianamente sugli organi di stampa è che se da un lato viene posto fortemente l’accento sulle infiltrazioni criminali nel settore dei gioco, dall’altro si dimentica di sottolineare che nel comparto vi sono migliaia di aziende sane e corrette che operano nel pieno rispetto delle regole, facendo un servizio per lo Stato – in proposito è sempre doveroso ricordare che in Italia vige, sin dal 1948, il principio della riserva statale sul gioco – e combattendo giornalmente con le frange di illegalità.
Inoltre, tengo a ribadire che è nell’interesse di tutto il settore evitare il crearsi di fenomeni di allarme sociale intorno al mondo dei giochi e proprio in questa direzione la Sapar, sin dalla sua nascita, avvenuta nel 1962,ha lavorato alacremente in questa direzione sino ad arrivare, nel 2007, ad integrare nel proprio statuto un codice etico per dare ai propri associati precisi indirizzi sul come relazionarsi con gli esercizi pubblici e con i giocatori stessi. Il codice etico Sapar è stato successivamente rafforzato nel 2011 dal lancio della Campagna “Affinchè il gioco rimanga un gioco”, dotata anch’essa di un codice etico a cui gestori ed esercenti devono attenersi, e dalla stipula del protocollo di intesa con l’Anci per la promozione del gioco responsabile e per una più corretta applicazione delle norme vigenti.”
