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Adn Kronos: la campagna contro le ludopatie patrocinata da AAMS

By 16 Marzo 2012No Comments

Roma, 15 mar. (Adnkronos) – "Quello delle ludopatie e’ un problema sentito e molto dibattuto in questi ultimi tempi. Per affrontarlo nella maniera giusta bisogna lavorare anche in chiave preventiva diffondendo la cultura del gioco". Cosi’ Raffaele Curcio, presidente della Sapar, l’associazione nazionale sezione apparecchi per pubbliche attrazioni ricreative ha introdotto i lavori del convegno di questa mattina organizzato nell’ambito della ‘Enada Primavera’, in corso di svolgimento a Rimini.

"Anche gli operatori degli apparecchi da gioco e da intrattenimento devono fare la loro parte, unitamente agli esercenti", sottolinea la Sapar, lanciando la campagna ‘Affinche’ il gioco rimanga un gioco’, patrocinata da Aams, rivolta alla tutela dei giocatori e dei minori. "Abbiamo gia’ coinvolto diversi Comuni italiani – informa Curcio – e ora puntiamo a una maggiore diffusione sul territorio, anche attraverso la creazione di nuove sinergie e nuove iniziative".

La ludopatia ha un’incidenza sulla popolazione in una percentuale compresa fra l’1 ed il 3%. "Il gioco d’azzardo patologico si configura pertanto come una problematica urgente da trattare e arginare, non tanto attraverso il proibizionismo, quanto tramite progetti di informazione e prevenzione dei comportamenti a rischio".

Nel progetto del Sert di Cesena, sono coinvolti lo specialista in patologie da gioco Gianluca Farfaneti e la psicologa e psicoterapeuta Clelia Angelastri. Sono stati messi in luce tutti gli aspetti di ordine medico, psicologico e sociologico del gioco d’azzardo patologico, puntualizzando le metodologie di intervento sia in fase preventiva che di cura dei soggetti colpiti da questa, che deve essere considerata una vera e propria malattia, sebbene non sia ancora stata riconosciuta dal servizio sanitario nazionale.

Clelia Angelastri ha presentato il progetto pilota Sapar che sara’ attivato sul territorio di Cesena presso le scuole superiori a partire dal prossimo anno scolastico, proprio al fine di permettere agli adolescenti, che costituiscono una delle fasce maggiormente a rischio, di acquisire una cultura delle responsabilita’ nei riguardi del gioco. "Il progetto si basa su test di ingresso e di uscita e su focus group – sottolinea la psicologa – in cui i ragazzi diventano i veri protagonisti, sino a realizzare al termine del percorso, delle opere come video, disegni e slogan contro le ludopatie".

Il progetto si svolge in stretta sinergia con Sapar e sara’ seguito da analoghe iniziative sul territorio nazionale. Tra gli obiettivi proclamati, anche quello di creare dei corsi di formazione per gli operatori professionali e di predisporre delle linee guida ad uso dei giocatori, di modo che siano loro per primi a percepire nell’immediato se il loro rapporto col gioco possa ritenersi a rischio patologia".

Farfaneti ha illustrato le metodologie di trattamento applicate dal Sert di Cesena sui soggetti che richiedono assistenza: attualmente sono 33, quasi il doppio rispetto a quelli curati nel 2010. "La gran parte di essi – riferisce l’esperto di ludopatie – si pone il problema solo nel momento in cui il gioco ha gia’ provocato gravi danni al loro bilancio economico, sottovalutando il fatto di avere una vera e propria dipendenza comportamentale, sulla quale bisogna lavorare molto".

Per Farfaneti, "il potenziamento della rete di assistenza territoriale, della promozione del gioco sicuro e responsabile e della ricerca scientifica sono gli elementi di base per ridimensionare la portata di questa patologia. E’ importante, pero’, anche evitare atteggiamenti proibizionistici e ridurre e disciplinare in maniera piu’ rigida la pubblicita’ del gioco, come e’ del resto anche nei propositi di una proposta di legge attualmente all’esame del Senato".