News

Intervista al Sottosegretario A. Giorgetti

By 15 Settembre 2011No Comments

Mercoledì 14 settembre, la Rivista Automat ha incontrato a Montecitorio il Sottosegretario all’Economia con delega ai Giochi Alberto Giorgetti, per una intervista esclusiva in cui è stata fatta luce sulle tematiche più vicine agli operatori. Nel corso dell’incontro, il Sottosegretario ha dato la propria disponibilità ad ulteriori future occasioni di confronto, assicurando la propria partecipazione alla prossima Enada di ottobre.
All’interno, pubblichiamo uno stralcio dell’intervista che apparirà integralmente sul numero 9/2011 di Automat.

INTERVISTA SOTTOSEGRETARIO GIORGETTI
(realizzata il 14 settembre 2011)

I provvedimenti straordinari che il Governo ha dovuto assumere nel corso dell’estate, sono andati innanzitutto a riformare l’impalcatura del regime tributario riguardante i giochi. Questa operazione, probabilmente, era già nelle vostre previsioni, ma fino a che punto è stata alterata dai motivi di urgenza che hanno sotteso le suddette manovre finanziarie?
Non credo che ci siano alterazioni. Le norme che abbiamo scritto consentono al settore di avere nuove opportunità, ed anche di fornire un maggiore gettito e maggiori entrate. Per altro, c’è un argomento che magari gli operatori non vogliono sentire, ma che per responsabilità dobbiamo fare: in una crisi così complicata, in un contesto così difficile, il fatto che il volume di raccolta complessiva di 70mld dia luogo a solo 10mld di gettito, costituisce un problema che dovrà necessariamente essere affrontato, nei modi e nei tempi giusti.

L’aspetto più delicato, per quanto concerne gli apparecchi, è quello relativo alla “manovra bis”, che ha assegnato di fatto un’ampia delega ad Aams, nella quale rientra anche la possibilità di aumentare il Preu. Sulla legittimità tale provvedimento sono sorte perplessità, in quanto, come Lei ben sa, spetta al Parlamento decidere la modifica delle aliquote fiscali. A questo punto, cosa dobbiamo aspettarci?
Quello che ci dobbiamo aspettare da parte Aams è innanzitutto il completamento del palinsesto e il perfezionamento dell’offerta attuale. Non prevedo in questo una iniziativa strettamente connessa all’aspetto fiscale, anche perché deve esserci un accordo con il Ministero dell’ Economia. Quindi, ogni scelta dovrà essere inquadrata in una cornice politica più ampia e passare comunque attraverso il Parlamento.
In ogni caso, gli interventi fiscali, se ci saranno, dovranno essere marginali e minimali, e maturare anche dal confronto diretto con le categorie interessate.
La mia intenzione, infatti, finita questa fase di conversione del provvedimento pluriennale, è di convocare in ottobre un tavolo con tutta la filiera e da lì avviare una stagione in cui ci sarà un confronto periodico fra autorità politica, Aams e operatori di settore.

Le videolottery, almeno sul piano della raccolta, si sono dimostrate finora un prodotto azzeccato, visto che hanno già guadagnato il 15% del market share. Contemporaneamente a questa esplosione, però, l’ascesa delle NewSlot si è, per la prima volta, fermata. Cosa si attende, quindi per quando il mercato Vlt sarà entrato a pieno regime?
Il mercato ovviamente sta cambiando rispetto alla offerta di Vlt. E i Monopoli hanno chiara questa situazione. Noi potremmo lavorare per far in modo che le NewSlot possano tornare ad avere delle prospettive di miglioramento competitivo, rispetto alle Vlt stesse.
Senza dubbio, questi dispositivi offrono un gioco più forte rispetto alle comma6A, ma è altrettanto vero che, al di là dei parametri di gioco, ci sono elementi di tecnologia che costituiscono dei fattori vincenti di questa offerta.
Credo che, sotto questo punto di vista, debba essere realizzata una riflessione comune, come peraltro stiamo già facendo, fra operatori e Amministrazione, per fare in modo che anche le comma 6A abbiano un loro spazio, un percorso di tenuta sul mercato, magari anche con qualche elemento di innovazione che consenta alla produzione di mantenere alto l’interesse del pubblico.

A questo proposito la prospettiva, di cui si parla da tempo, dell’introduzione delle cosiddette “VLT light” può considerarsi concreta, oppure si sta anche esaminando la possibilità di potenziare le Awp, dando vita ad una sorta di “comma 6A plus”, così da consentire un avvicinamento fra i due prodotti?
Non c’è dubbio che questo avvicinamento debba essere realizzato. Dobbiamo essere consapevoli del fatto che nessuno può essere mai sereno rispetto alle congiunture e ritengo che anche i produttori debbano essere coscienti di questo; pertanto, nessuno di loro può pensare di avere delle nicchie protette. Sotto questo punto di vista, in sostanza, quello che vogliamo è un lavoro virtuoso, dove la spinta all’innovazione sia elemento costante. Se poi saranno Vlt-light oppure comma 6A “plus” vedremo.

L’emanazione del nuovo decreto sui limiti numerici degli apparecchi era uno dei grandi obiettivi di quest’anno, ed in effetti esso rispecchia quanto Lei ci disse sia in dicembre che nel convegno che svolgemmo in marzo all’Enada Primavera. Alla luce delle tante novità introdotte, non crede che una tale estensione dei contingenti possa in qualche modo alimentare il dissenso popolare e supportare le tesi di chi sostiene che lo Stato non faccia abbastanza per prevenire il gioco compulsivo?
Sicuramente sarà cosi, ma di fronte al fatto che oggi, da taluni fronti, c’è una sollecitazione costante dell’opinione pubblica sull’eliminazione totale degli apparecchi da gioco negli esercizi, non credo che una macchina in più o in meno possa cambiare di molto questa percezione.
Noi non dobbiamo preoccuparci tanto di replicare a certe linee di pensiero, ma cercare di raggiungere una finalità di livello più levato: quella di fare in modo che l’apparecchio non venga visto come elemento distorsivo della vita del cittadino, ma come opportunità serena di intrattenimento. Per far questo serve la collaborazione fortissima da parte degli esercenti, dei gestori, dei concessionari e dei Monopoli di Stato.
Detto questo, non mi pare che la norma per la costruzione della rete contro le ludopatie ad opera delle regioni sia stata per adesso attivata dal Ministero della Salute. Quindi ognuno deve fare la sua parte, ma è un terreno difficile. In ogni caso credo anche io ci sia qualche rischio.

Altro aspetto importante sul contingentamento: il massimo giovamento da questa norma lo traggono, teoricamente, le tabaccherie e le ricevitorie in genere, le quali però sono il fulcro della raccolta di altri importanti prodotti di gioco. A suo avviso, quindi, fino a che punto la nuova situazione che verrà a crearsi in tali esercizi potrà alterare gli attuali equilibri?
Premesso che il rapporto concessorio viene costruito dallo Stato in una logica di funzione pubblica, a mio avviso l’aspetto virtuoso di tale rapporto è che ci sono dei soggetti privati capaci di organizzare l’offerta dei servizi meglio dello Stato, di garantire gettito per lo Stato e allo stesso tempo opportunità di guadagno per coloro che investono. Ed è un equilibrio che è fatto di mille elementi, da una stratificazione di storie e di vicende.
Tra le questioni poste a livello degli indici di redditività c’è anche ovviamente il fatto che le tabaccherie, avendo ridotto progressivamente i margini su altri prodotti storici, fondamentali e prioritari, ha bisogno di avere un ventaglio di opportunità che consenta a noi di mantenere questa rete. E ben sappiamo quanto il Governo consideri fondamentale la tenuta del regime concessorio sulle tabaccherie, ricordando sempre che questo comparto vale nel suo complesso 50 miliardi di gettito.
Poichè non bisogna mai vedere l’apparecchio da intrattenimento come svincolato da queste dinamiche e riflessioni di carattere generale, ho motivo di ritenere che se da un lato la norma che stabilisce i nuovi limiti numerici potrà avrà qualche riflesso sulla rete, dall’altro la nuova norma ci conforta maggiormente sul piano delle entrate.

Come lei ben sa, Sapar e Anci, e Confindustria stanno lavorando a stretto contatto per diffondere in maniera omogenea tutte le norme e le informazioni necessarie affinchè l’attività delle NewSlot sia svolta con la massima correttezza e nel rispetto assoluto delle norme. Eppure, ancor oggi, molti Comuni mal digeriscono la diffusione degli apparecchi sul territorio.
Loro sono alla ricerca delle risorse, bisogna essere consapevoli del momento, e quindi capisco certi atteggiamenti.

In funzione della lotta all’illegalità, lei ha detto che c’è ancora tantissimo da fare. Cosa pensa sia possibile fare, in aggiunta alle tante iniziative già avviate, per intaccare alle radici questo fenomeno di devianza? E in che modo le associazioni di categoria possono collaborare?
Su questo ho una mia idea, che sarà occasione di confronto futuro. Innanzitutto questo non è un settore che può crescere all’infinito. E’ andata così in questi anni per tutta una serie di situazioni, ma ormai credo che siamo arrivati all’apice. Di conseguenza, il settore deve trovare un suo equilibrio verso l’alto ed avere una sua tenuta nel tempo. Gia mantenere questi numeri sarebbe estremamente positivo per il settore e per lo Stato.
A tal fine, non dobbiamo pensare che la lotta all’illegalità possa essere svolta con un controllo quotidiano di tutti i punti della rete che raccolgono gioco. Perciò, bisogna lavorare sull’innalzamento delle tecnologie e su alcuni paletti, che a mio avviso dovrebbero addirittura essere proposti dalle categorie, così da evitare che questo settore continui ad considerato interessante per la criminalità organizzata e per chi vuole far girare risorse provenienti da attività illecite.
Questo, in effetti, è un obiettivo sul quale stiamo lavorando da tanto tempo, ma credo che attraverso le tecnologie potrebbero essere attivati alcuni meccanismi che diano delle garanzie in più. Oggi i tempi non sono maturi per tanti motivi, anche perchè il settore si regge su margini che non consentono queste riflessioni. D’altra parte, credo che in avanti la messa in sicurezza dei numeri renderà necessario ragionare su questi versanti.

In conclusione, in attesa di incontrarci all’Enada, può anticipare un saluto ai partecipanti della fiera?
Questo lo faremo in occasione dell’apertura. Comunque rivolgo volentieri un saluto a tutti gli operatori, a coloro che in questi mesi hanno resistito, credono nella ripresa e in questa opportunità imprenditoriale, che costituisce anche una grande occasione per lo Stato di ottenere risorse aggiuntive. Pertanto, dobbiamo guardare al futuro con determinazione e sufficiente positività.