In attesa di conoscere i dati relativi all’Enada, il bilancio che se ne può trarre sin d’ora è sicuramente confortante, ponendolo in relazione alle problematiche del momento. Da parte di Sapar questo appuntamento è stato vissuto ancora una volta come un evento di forte carattere politico e al tempo stesso di consistenti contenuti culturali, come dimostra soprattutto il convegno "Riprendiamoci il gioco" tenutosi nella mattinata di venerdì.
In quella sede, la Sapar, Associazione più rappresentativa nel settore dellŽautomatico da divertimento, ha espresso la necessità di recuperare la centralità perduta nella cosiddetta filiera dellŽAutomatico, essendo in tal senso legittimate dallŽenorme contributo che esse hanno saputo dare nella fase di lancio e di consolidamento del nuovo mercato delle NewSlot, a costo di grandi sacrifici. Su questo si è focalizzato in apertura lŽintervento del Presidente Sapar Paolo Dalla Pria, il quale ha ricordato che ŽRiprendiamoci il giocoŽ è, altresì, lo slogan con il quale la Sapar vuole dare evidenza alle problematiche del settore amusement ed in particolare delle sale giochi e dei Family Entertainment Centre, realtà che in questi ultimi anni sta conoscendo una fase di pieno sviluppo, soprattutto in sinergia con shopping e leisure center, multiplex cinematografici, bowling, ecc.
Nel corso del convegno è stato presentato da Luca Patoia, Presidente Commissione Sale Giochi Sapar, il traguardo di un progetto dellŽAssociazione riguardante un nuovo portale www.paginegiochi.net che riunirà le sale giochi che in Italia aderiranno ad un codice etico predisposto da Sapar.
Generoso Bloise ha evidenziato nel suo intervento le linee guida che aninamo Sapar: ŽNoi ha detto pensiamo che il gioco possa rappresentare un fenomeno di socializzazione anche quando è business ed esempi di questo ce ne sono molteplici. Inoltre, ribadiamo ancora la necessità di riequilibrare il peso dei vari soggetti protagonisti della filiera, riconoscendo ai gestori d sale giochi quel ruolo trainante che gli compete. Non dimentichiamo mai, infine, che al centro di ogni approccio al mondo dei giochi cŽè lŽutente finale, quindi lŽetica è un riferimento assoluto, cercando di non cadere nella trappola dei moralismi che bloccano inevitabilmente i processi normativiŽ.
Il prof.Gaetano Mollo ha esaltato la funzione del gioco in un intervento strappa applausi. ŽIl gioco ha spiegato aggrega anche quando è svolto singolarmente. Giocare è fare cultura, si lavora come si gioca, il bambino è… come gioca. Giocando ci si conosce e ci si sente attore. Certo, i tempi sono cambiati: dalla enorme passione per calciobalilla e flipper magari ora sono cambiati i gusti, aiutati anche dalle tecnologie. La base di fondo del gioco è la lealtà, che deve valere per tutti coloro che vi sono implicati, fino al giocatore. Invito alla passione, a giocare Ônella vitaŽ e non Ôper la vitaŽ. Chiudo dicendo che se la filosofia è la domenica dello spirito, credo si possa dire che il gioco è il sabatoŽ.
Il Consigliere di Corte d’Appello Paolo Vadalà ha approfondito gli argomenti di carattere giuridico inerenti non solo la sala giochi in quanto tale e su questo si innesta innanzitutto il pesante vincolo creato dal nuovo decreto del contingentamento dettato da Aams il 18 gennaio 2007 – ma la normativa di settore nel complesso, fornendo risposte concrete ai dubbi interpretativi coi quali lŽoperatore deve continuamente interfacciarsi.
ŽNon ho difficoltà a dire ha detto Vadalà che da giudice ho percepito un accento di punizione nella normativa quando si affronta lŽaspetto ludico del gioco. Ora cŽè anche un eccesso di norme e spesso questo genera inconsapevolmente comportamenti deviati. Ho anche la sensazione che la prospettiva del legislatore sia limitata, che lŽaspetto tributario sia determinante. Il legislatore ha pautra dellŽalea, mi pare evidenteŽ.
Chiusura affidata lŽOn. Francesco Tolotti, vicepresidente della Commissione Finanze della Camera, anche oggi presenza importante ad Enada in quanto rappresenta uno degli interlocutori principali per tutto il mondo dei giochi.
ŽAmmetto anchŽio ha detto Tolotti che la prospettiva culturale del legislatore sia limitata. Talvolta è inficiata da eccessivo moralismo, poiché a partire da accadimenti anche gravi, assolutamente da condannare, ci si perde facilmente in filippiche demagogiche che fanno perdere di vista lŽobiettivo di fondo. Però lŽItalia ha il merito di aver fatto emergere dallŽillegalità tanto gioco sommerso e la connessione in rete è stata una scelta corretta. Certe volte sono state fatte norme dŽurgenza, magari anche per necessità di fare cassa, col risultato di un eccesso normativo. Dobbiamo trovare il coraggio di dire che le macchine regolarmente connesse alla rete sono macchine a posto, in quanto addentrarsi con le norme negli ambiti dellŽalea, dellŽabilità e dellŽintrattenimento è arduo e utile solo per i regolamentiŽ.
Infine, fra gli applausi, lŽOn.Tolotti ha voluto riconoscere ancora una volta la necessità di valorizzare il ruolo dei gestori: ŽIl sistema funziona se cŽè equilibrio, se si integrano i ruoli senza sovrapposizioni. EŽ indubbio il valore insostituibile dei gestori, che non possono essere marginali nel rapporto contrattuale fra lo Stato ed il sistema privato nel settore dei giochiŽ.
