La Sapar ha inviato al Sole24Ore la lettera che si propone di seguito per lamentare le gravi inesattezze presenti nell�articolo pubblicato ieri avente per titolo �Sequestrate 80mila slot machine truccate�.
Egregio Vicedirettore,
mi permetto di disturbarLa in qualità di Presidente della Associazione Nazionale Sapar � il maggiore organo di rappresentanza di produttori, distributori e gestori di apparecchi da gioco ed intrattenimento � per segnalarLe la grave inesattezza contenuta nell�articolo a firma di Luca Veronese, pubblicato in data odierna dalla Vs. testata e avente per titolo �Sequestrate 80mila slot machine truccate�, laddove si afferma che �Le macchinette risultavano autorizzate e garantite dal logo �gioco sicuro� dei Monopoli di Stato ma sono state alterate (�)�.
In primo luogo, occorre far osservare che la garanzia di liceità degli apparecchi è data non dal bollino richiamato, che ha una valenza meramente pubblicitaria, ma da un procedimento di omologazione effettuato da enti accreditati presso Aams e dai relativi nulla osta di distribuzione e di esercizio rilasciati dall�Amministrazione stessa.
In secondo luogo, gli apparecchi sotto inchiesta non sono stati minimamente alterati dopo aver superato la fase di omologazione e ottenuto i conseguenti titoli autorizzatori, ma, come ha ipotizzato la Procura di Venezia, si ritengono irregolari all�origine. Da qui, l�avvio delle indagini sulla società che ha prodotto il software, su quella che ha prodotto le schede di gioco e sull�ente certificatore che ha proceduto all�omologazione delle stesse.
Va da sé, quindi, che le imprese di gestione, proprietarie degli apparecchi, non sono minimamente responsabili dall�accaduto. Tant�è vero che negli atti della Procura e del Gip di Venezia esse sono considerate �terzi in buona fede�.
Inoltre, ritengo doveroso fare chiarezza sul fatto che detti apparecchi rispettavano comunque il parametro imposto dalla legge di restituire al giocatore almeno il 75% degli introiti, in un ciclo di 14.000 partite. Quindi nessuna frode né nei confronti dell�utenza, né tantomeno alcuna forma di evasione fiscale, doto che tali macchine erano regolarmente collegate alla rete telematica di Aams e pagavano il Preu sulla base degli incassi certificati.
Concludo comunicandoLe che l�Associazione Nazionale Sapar si costituirà parte civile nelle procedure a carico dei responsabili, al fine di tutelare le proprie aziende, per le quali si prospettano danni stimabili in 250 milioni di euro considerando solo la movimentazione del parco macchine, senza poi considerare la perdita di migliaia di posti di lavoro.
Rimanendo a Sua disposizione qualsiasi approfondimento, Le porgo distinti saluti.
IL PRESIDENTE
(Paolo Dalla Pria)
