Come già reso noto nel comunicato pubblicato su questo sito il 5 settembre, la Presidenza Sapar ritiene, riguardo la questione Black Slot, che lunico obiettivo veramente risolutivo da perseguire sia la modifica della normativa vigente, al fine di garantire per i futuro la certezza degli investimenti e eventuali misure idonee a risarcire i danni delle imprese con incentivi o sgravi fiscali, possibilmente già tramite la prossima Legge Finanziaria, senza escludere la possibilità di una convergenza con tutte le altre associazioni e le concessionarie.
Nel breve periodo si ritiene che permettere la sostituzione a costo zero delle schede elettroniche per i gestori potrebbe derivare solo dalla previsione di una procedura di upgrade, ad oggi ottenibile solo con un ricorso al TAR, allo studio in questo momento, contro latto di diniego formalizzato da Aams sullistanza di Sapar.
Lazione giudiziaria prospettata potrebbe apparire intempestiva ed inutile, ma permetterebbe invece di riaffermare una questione di principio che è nello spirito stesso della legge 289/2002, da sempre condiviso dalla Sapar nella convinzione che la certificazione di un apparecchio rendesse il più possibile sicuro limpianto generale e garantisse la sicurezza per i giocatori e la effettività della tutela degli investimenti effettuati dai gestori, i quali acquistando solo macchine certificate avrebbero potuto fare affidamento su una garanzia sul prodotto acquistato e quindi richiedere, come in ogni altro settore produttivo, ai produttori ed ai venditori di effettuare le dovute sostituzioni o riparazioni in garanzia: arbitro di ogni passaggio deve essere lo Stato, lAmministrazione che ne ha il potere, e tale potere non può essere bloccato e messo in crisi da presunte lacune normative che renderebbero attaccabile uno dei cardini del sistema.
