Il bilancio che posso personalmente trarre di questa 33° edizione dellEnada è sicuramente positivo. La partecipazione delle aziende è stata, come al solito, rilevante tanto sul piano dei numeri quanto su quello della qualità; qualità di immagine e dei prodotti e dei servizi offerti.
Per questo, dobbiamo dire grazie anche allEnte Fiera di Rimini, al Presidente Lorenzo Cagnoni e a tutto il suo staff, che ha saputo coinvolgere tante nuove realtà, rappresentando fedelmente le nuove tendenze del mercato, ora più che mai orientato verso la globalizzazione.
Pur senza discostarsi dallobiettivo primario di tutelare lattività degli operatori tradizionali, la Sapar e lEnada non potevano certo chiudere gli occhi di fronte ad una realtà che è ormai pienamente affermata, ovvero che tra il settore dellAutomatico da intrattenimento e gli altri comparti del mondo del Gioco si stanno creando sinergie sempre più strette, che non rispondono solamente ad una logica commerciale, ma anche allesigenza comune di istituzioni, aziende ed associazioni di categoria di tutelare lordine pubblico ed il giocatore.
Lulteriore conferma della volontà della Sapar di aprirsi e di collaborare con le altre forze in causa è stata data dai due convegni che abbiamo indetto nellambito della manifestazione.
Il primo, di carattere internazionale, ha visto in scena alcuni dei maggiori esperti mondiali, con il Presidente Euromat Eduardo Antoja in testa. Era la prima volta che organizzavamo un evento del genere e se lo abbiamo fatto è stato proprio comprendendo il fatto che lAutomatico italiano deve seguire con maggiore attenzione quanto avviene nellambito della Comunità Europea e sfruttare per quanto possibile le opportunità offerte dallessere parte della Comunità medesima.
In tale prospettiva, riavvicinarsi allEuromat è un passo fondamentale: lo avevamo scritto nel nostro programma e lo stiamo confermando.
Anche nel convegno che aveva per tema il ruolo e lidentità del gestore la cui organizzazione è stata sapientemente curata dal Consigliere Maurizio Brodo, a cui colgo loccasione di rivolgere i miei più sentiti ringraziamenti questa nostra volontà di apertura verso il mondo che ci circonda è stata pienamente concretizzata.
Abbiamo avuto come relatori rappresentanti di AAMS, dei concessionari, dellindustria di produzione, di esperti di assoluta rilevanza nazionale ed internazionale.
Una risposta chiara ed inequivocabile a chi ci accusa di volerci chiudere in noi stessi, di difendere concetti anacronistici, di voler andare sempre controcorrente.
Chiaro che non rinunceremo mai al nostro ruolo di Sindacato, di parte sociale che ritiene di avere il pieno diritto di confrontarsi con le istituzioni. Daltra parte, mi auguro che dora in poi nessuno voglia più speculare su fatti e situazioni, anche del recente passato, che, nostro malgrado, hanno dato della Sapar unimmagine del tutto distorta.
Noi non vogliamo tornare al passato. Noi non vogliamo difendere lillegalità o creare confusione. Noi vogliamo solamente il bene comune, arrivare ad una normalizzazione del mercato in cui ogni entità coinvolta sia rispettata nella propria specificità e sia chiamata a svolgere un ruolo ben preciso.
Di questo, ne è certamente persuaso il Presidente della VI Commissione Sen.Riccardo Pedrizzi, che officiando il taglio del nastro della 33° Enada ha dato un segnale forte dellinteresse e della stima che nutre nei confronti del nostro settore.
Di questo ne sono altresì persuasi i tanti concessionari di rete che hanno esposto allEnada, molti dei quali hanno ormai ben capito che non cè, da parte nostra, alcuna volontà di fare guerra, ma al contrario il desiderio di collaborare reciprocamente.
Fin qui, tutti gli aspetti positivi di unEnada che, nonostante tutto, ha saputo essere allaltezza delle aspettative. Quando affermo nonostante tutto, mi riferisco chiaramente a tutti gli eventi che hanno preceduto la quattro giorni romana ed in primo luogo il ProGame Show di Bologna.
Confesso che mi ha fatto male non vedere in Fiera espositori che hanno fatto la storia della nostra Enada e dellintero settore, quantunque in molti casi le assenze sono state motivate da ragioni non politiche, ma strettamente commerciali.
Però, come molti operatori mi hanno detto incontrandomi nello stand della Sapar e tra i padiglioni
della fiera, è vivo lauspicio che si arrivi presto alla riunificazione, ovvero ad unEnada che sappia esprimere, come sempre ha fatto, il volto più completo e attendibile della filiera dellAutomatico.
Questo però non significa annullare le aspettative e soffocare le esigenze delle altre realtà associative. Anzi, vuol dire esattamente il contrario.
Aver ospitato, durante lEnada, un convegno dellAgesa, aver offerto a tante Associazioni uno spazio espositivo, testimonia la veridicità di queste mie affermazioni, il desiderio della Sapar di intraprendere un cammino comune.
Un cammino che, naturalmente, vorrebbe coinvolgere anche gli organi di informazione specializzati, il cui potere di influenza è di rilevanza assoluta.
Concludo con un caloroso abbraccio a tutti gli operatori che continuano a darci fiducia e a tutti quelli che vedono nella Sapar un punto di riferimento importante.
Noi non abbiamo la presunzione di ritenerci sempre i primi o i migliori, ma solo la certezza di essere in piena buona fede e di lavorare per il bene di tutti.
Lorenzo Musicco
