Comunicazioni ai Soci

Verso la formazione del Testo unico dei Giochi

By 30 Novembre 2010No Comments

Si è tenuto oggi a Roma il convegno di presentazione del “Codice dei giochi”, compendio della normativa italiana in materia di gioco, realizzato dall’Associazione Giochi e Società di Confindustria, con la partecipazione, tra gli altri, del sottosegretario all’Economia Giorgetti e del Direttore Generale di Aams Ferrara.

Il tema centrale della conferenza è stato quello relativo al Testo Unico dei Giochi, un progetto che fino a non molto tempo fa sembrava ben di là dal venire, ma che in questa sede è stato dato per certo, anche se i tempi di realizzazione non saranno certamente brevi.

In questo modo, come ha sottolineato il Direttore Ferrara, si dovrebbe mettere ordine ad un apparato normativo sin troppo complesso, che non contribuisce a fare chiarezza e a volte denota delle contraddizioni.
Il Testo Unico, a suo avviso, dovrà essere di facile lettura e “comprensibile ai più” , perché pur essendo destinato agli operatori deve porre al centro il giocatore.

Ferrara ha fatto presente che mentre nei primi anni di attività il ricorso ai provvedimenti amministrativi era necessario, essendo strumenti più agili e immediati per rispondere alle molteplici esigenze a cui Aams doveva far fronte, oggi occorre un’inversione di rotta: le fonti normative primarie, ovvero le leggi, devono disegnare il quadro entro il quale l’Amministrazione va a svolgere un lavoro meramente tecnico, che è di descrizione dei dettagli operativi. “Noi non vogliamo esercitare troppa discrezionalità – ha affermato il Direttore Generale – ma soltanto applicare le norme senza discutere sulla loro validità”.
“E’ però importante – ha aggiunto – che il testo Unico riesca ad accorpare prassi e giurisprudenza.”

Il Direttore Ferrara si è poi concentrato sul problema del gioco patologico, ribadendo che su questo fronte è necessario l’impegno congiunto di tutte le forze che agiscono nel settore. Ed è anche a questo fine che tali attori saranno convocatei al tavolo in via di formazione per discutere sul Testo Unico.

Il Cons. Italo Volpe, Capo Ufficio Legislativo del Ministero delle Finanze, ha rappresentato la posa in opera del Testo Unico come “calare un piano regolatore in una megalopoli”. A suo avviso non basta un Testo “compilativo”, dove ci si misura solamente con incongruenze e sovrapposizioni, ma bisogna giungere a un testo che abbia un carattere di innovazione, per dare una visione sistematica del settore del gioco.Le linee guida da seguire sono le disposizioni di legge, i regolamenti, i provvedimenti di Aams, e pertanto questa attività di recupero deve passare attraverso l’Amministrazione.

Volpe ha poi ricordato un episodio che risale al 2003: nella fase di conversione in legge di un decreto di manovra, era stato inserito un emendamento, una norma delega per affidare al Governo il mandato di predisporre un Testo Unico sui Giochi, ma poi tale emendamento è stato stralciato per un fatto tecnico parlamentare, in quanto negli emendamenti non era ammessa una delega legislativa.
Questa iniziativa comunque conferma che già da molto tempo il Legislatore aveva in animo di arrivare ad un compendio coordinato di norme.

Il Cons. Giuseppe Chinè, Capo Ufficio legislativo del Ministero della Semplificazione, ha sostanzialmente confermato le affermazioni di Ferrara e Volpe: sebbene ci si potrebbe accontentare di un’attività di ricognizione delle norme esistenti, il che non sarebbe poco, si deve puntare a dare un coordinamento formale e sostanziale delle norme stesse, adeguandole al “diritto vivente”, ovvero alle decisioni interpretative della giurisprudenza. E, in relazione a questo obiettivo, Chinè afferma che il Ministero della semplificazione è pienamente disponibile.

A chiudere la conferenza è stato l’intervento del Sottosegretario Giorgetti , il quale ha innanzitutto voluto far presente che siamo giunti in una fase in cui non si può più parlare sempre e solo di numeri, ma è necessario altresì porre in luce l’innovazione e gli elementi di interesse che caratterizzano i giochi. Questo significa ragionare non solo sul gettito, ma anche in funzione dello sviluppo economico e del consolidamento delle imprese del comparto.“All’inizio mi ero avvicinato al settore con molta prudenza – ha affermato il Sottosegretario – ma ora ritengo che sia indispensabile parlare di più, confrontarci, difendere il settore a viso aperto e col dialogo. Ed è per questo che vogliamo creare un tavolo di confronto con gli operatori.”