E’ importante per far si che il sistema funzioni – ha dichiarato a Libero il Sottosegretario alle Finanze con delega ai giochi Alberto Giorgetti – e coinvolgere tutti gli attori. Per questo stiamo organizzando un tavolo di discussione insieme ai concessionari e l’ Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato".
Un altro tema caldo del momento è quello delle videolotterie (vlt). Grazie all’immissione, che sarà completata entro un anno, sul mercato di circa 57.000 apparecchi nella casse dello Stato finiranno – come ricorda l’agenzia Agicos – circa 850 milioni di euro. Il rischio è che le vlt, macchine con consentono di accumulare jackpot fino a mezzo milioni euro e che permettono giochi come la roulette ed il poker, cannibalizzino le newslot (in pratica quegli apparecchi che si trovano in diversi esercizi commerciali come bar e tabaccherie) che solo nel 20 09 hanno garantito incassi per oltre 25 miliardi di euro.
"E’ ancora presto per valutare l’impatto sul mercato delle vlt – spiega Giorgetti – ma dalle nostre analisi ci aspettiamo ottimi risultati a livello d’ interesse degli utenti. Il progetto delle vlt nasce con la prerogativa di non essere sostitutivo delle newslot, tanto che i due apparecchi devono essere installati in locali diversi. Se ci sarà cannibalizzazione, "nelle nostre aspettative si tratterà di un fenomeno marginale".
Circolano voci che la manovra Finanziaria di fine anno possa tornare ad occuparsi di questo mercato. "Quello dei giochi è un argomento che prende forza quando lo Stato ha un forte bisogno di aumentare il gettito erariale. Per ora d’interventi non ne sono previsti, anche se non si possono escludere a priori".
Ma il mercato della fortuna non è solo un limone da spremere visto che coinvolge la passione ed i sogni di milioni di persone: l’attenzione verso il sociale ed uno degli aspet ti prioritari della nostra funzione politica – ha concluso il sottosegretario alle Finanze – e per questo stiamo lavorando ad un testo unico che regolamenti il mercato del gioco e che abbia al proprio interno una forte componente etica, come ad esempio una attenta e mirata distribuzione delle risorse provenienti dal settore".
