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Riportiamo il testo dell’articolo apparso in data odierna su Libero Mercato a firma Piergiorgio Liberati (pagina 4) nel quale si riferisce quanto espresso dal Sottosegretario Grandi nell’audizione alla Commissione Finanze del Senato.
Caos sulle slot Ora il governo accusa i Monopoli PIERGIORGIO LIBERATI Riformare i Monopoli di Stato, separare la gestione della rete telematica degli apparecchi da intrattenimento da quella di gestione dei prodotti del tabacco. Rivedere anche le modalità di certificazione delle apparecchiature, nonché l’efficacia dell’apparato sanzionatorio previsto per le inadempienze o le violazioni commesse. Così il sottosegretario all’Economia, Alfiero Grandi,ha messo sotto accusa, durante l’audizione alla commissione Finanze del Senato, i Monopoli di Stato. Una relazione, quella di Grandi, che ha tutto il sapore di un attacco alla gestione di Giorgio Tino, attuale direttore dei Monopoli. Colpevole, in sostanza, secondo il sottosegretario, di tutto il caos che negli ultimi tre mesi ha colpito il mondo dell’intrattenimento. Dai presunti 98 miliardi di evasione fiscale da parte dei concessionari, al maxisequestro di 105mila slot machine regolarmentecertificate dalla Aams. In qualità di presidente della commissione ministeriale d’inchiesta sulla rete telematica degli apparecchi da intrattenimento, Grandi ha esposto la sua ricetta per la creazione di «un’Agenzia dei GIochi, da istituirsi in seno ai Monopoli, e un bando di concorso per l’individuazione di un consulente al quale affidare il compito di elaborare un organico progetto di riforma della struttura». La separazione interna all’Aams dovrebbe essere prodromica, ha sostenuto Grandi, alla riformulazione dei criteri con i quali i Monopoli di Stato rilascianola certificazione sulle slot. Una richiesta, tra l’altro, che vede il plauso delle associazioni di categoria, in particolar modo dei gestori, che nei giorni scorsi avevano eccepito all’ ordine di sequestro del sostituto procuratore di Venezia, Giorgio Gava, la corretta certificazione dell’Aams. «Nessuna sanatoria, inoltre, è prevista sulle sanzioni dovute dai concessionari di rete», ha aggiunto Grandi, specificando che «la revisione delle sanzioni è esattamente il contrario rispetto ad una ipotesi di sanatoria». Anche sul presunto danno erariale Grandi non si è voluto sbilanciare. Il sottosegretario di via XX settembre, rispondendo alle domande del presidente della commissione Finanze, il senatore Giorgio Benvenuto, ha precisato che <>. E sulla maxievasione di 98 miliardi ha precisato: «Le stime su eventuali danni erariali sono solo ipotetiche, almeno fino a quando la Corte dei Conti non avrà terminato il proprio lavoro». Infine le convenzioni tra Stato e concessionari. Anche su questo tema il rappresentante del ministero dell’Economia ha puntato il dito sull’operato dei Monopoli. Ricordando la risoluzione del deputato Nannicini, approvata dalla commissione Finanze della Camera il 26 luglio scorso, Grandi ha ribadito la necessità che il Governo si impegni «a operare la revisione delle convenzioni che regolano le concessioni prevedendo l’applicazione di penali ispirate ai principi di ragionevolezza e proporzionalità». |