Il testo della lettera inviata in data odierna alla Direzione Generale di AAMS, al fine di tutelare i gestori dalle conseguenze negative che potrebbero derivare dall’iniziativa intrapresa dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Venezia nei confronti di una nota scheda da gioco comma 6
Oggetto: inchiesta Procura della Repubblica presso il Tribunale di Venezia
Le finalità ed il ruolo della SAPAR-AGIS ci obbligano ad intervenire su quanto posto alla base della recentissima iniziativa giudiziaria in oggetto, nei confronti della quale si premette il massimo rispetto e la incondizionata fiducia della scrivente associazione, che viene ad interessare il settore del gioco ed in particolare il comparto degli apparecchi di intrattenimento.
Nell�ottica della scelta operata di collaborazione con le Istituzioni per il rispetto della legalità, ben nota a codesta Amministrazione, la scrivente associazione da anni si impegna per favorire e promuovere presso le imprese associate comportamenti responsabili ed ispirati alla affermazione della legalità.
Da quanto si è avuto modo di apprendere, anche dalla lettura del testo del provvedimento a firma del magistrato procedente, in base alle valutazioni compiute da un consulente di parte della Procura, l�ipotesi investigativa al vaglio degli inquirenti ipotizza la consumazione del reato previsto e punito dall�art. 718 del c.p., con rilievi sul merito dei contenuti della certificazione e della omologazione dell�apparecchio in sequestro e, destando non poche preoccupazioni per gli operatori che vedono a rischio i propri investimenti, di tutti quelli apparecchi nei quali è installata la medesima scheda di gioco.
Quanto precede non manca di arrecare gravi danni alla credibilità del sistema nel suo complesso e un altrettanto grave pregiudizio a danno di tutti quegli operatori che maggiormente si sono prodigati per permettere l�eliminazione delle sfere di illegalità un tempo presenti nel settore e contro le quali si sono da sempre impegnati.
Ad ogni apparecchiatura di gioco rientrante nella categoria del comma 6 del 110 Tulps è infatti già allegata una copiosa documentazione che permette di verificare immediatamente chi sia il costruttore o l�importatore, quali le caratteristiche del gioco, chi sia il proprietario della stessa e comunque il responsabile della sua installazione, con chiaro riferimento alla procedura di omologazione ed alla certificazione di conformità dell�apparecchio.
L�ipotesi di reato avanzata farebbe apparire il gestore e l�esercente quali autori di un reato, il gioco d�azzardo, che non può configurarsi in via generale mediante la installazione di beni per i quali lo Stato abbia preventivamente espresso, con certificazione (che la legge impone l�obbligo di esporre su ogni singolo apparecchio) la dichiarata conformità al gioco lecito.
Ciò comporta sostanziali conseguenze in termini di tutela dell�affidamento sui contenuti della certificazione in quanto: il gestore (acquirente, distributore ed installatore dell�apparecchio) non è più costretto a compiere la valutazione (spesso difficile) in merito alla liceità della macchina e del gioco in essa riprodotto, essendo tale valutazione preclusa e superata dalla omologazione compiuta da enti omologatori convenzionati con l�Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato, i quali attuano le verifiche di rispondenza delle apparecchiature di gioco alla norma, in base alla interpretazione ed alle regole di omologazione indicate da AAMS.
Peraltro, l�aver dettato delle regole di omologazione ha comunque fatto sì che tutte le macchine di cui al comma 6 diffuse sul territorio nazionale (attualmente circa 200.000 apparecchi da gioco) funzionino nello stesso modo e in base alle identiche logiche di gioco.
In definitiva, se gli apparecchi di gioco sono provvisti di nulla osta se ne presume la liceità.
Si resta increduli e disorientati nel leggere che le richieste di chiarimenti formulate dal magistrato siano rimaste inevase, e si ipotizza che si tratti di un semplice disguido legato a tempi tecnici di comunicazione dell�Amministrazione.
Ma l�impostazione prospettata dal provvedimento in oggetto -e nel caso in cui i provvedimenti di sequestro si estendessero anche agli apparecchi ad oggi in esercizio, in mancanza di una netta presa di posizione chiarificatrice da parte di codesta Amministrazione – potrebbe portare ad una situazione disastrosa l�intero comparto con conseguenze e danni incalcolabili a danno di tutte le imprese ed ai loro investimenti: non sarebbe possibile per migliaia di imprese affrontare i costi delle eventuali sostituzioni del parco macchine, con gli attuali costi di impresa e con la enorme pressione fiscale da queste sopportata.
Qualora i dubbi sollevati dalla Magistratura si rilevassero fondati, non vi sarebbe la volontà di interferire con l�operato della medesima e sarebbe comunque doveroso adeguarsi a eventuali decisioni in questo senso, ma gli operatori, in una tale denegata ipotesi, dovranno essere tenuti totalmente indenni dai conseguenti aggravi economici anche in termini di indennizzi.
Del pari gravissimo sarebbe, in una tale denegata ipotesi, il danno arrecato, in stretta conseguenza, all�Erario; considerato che attualmente, in modo del tutto lecito e regolare, sono in esercizio diverse decine di migliaia di apparecchi che abbiano una scheda di gioco come quella indicata nel provvedimento della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Venezia e anche che (dagli ultimi dati ufficiali contenuti nel bollettino mensile delle entrate tributarie gennaio-luglio 2006 n. 53 pubblicato nel mese di settembre) è dato verificare che la somma riscossa dallo Stato, attraverso gli apparecchi di intrattenimento a titolo di Preu, ammonta a 1.068 Milioni di euro con una media di oltre 300 Milioni di euro mensili (dato in crescita): appaiono in tutta evidenza le conseguenze economiche di una interruzione, anche solo periodica e transitoria, della installazione di una così diffusa tipologia di apparecchi.
Ma la più grave delle conseguenze, in una tale denegata ipotesi, consiste nel fatto che sarebbe posta in serio pericolo la credibilità del sistema e, con essa, la certezza di fornire la doverosa tutela della posizione del giocatore che invece, compiendo immani sforzi, tanto i Gestori quanto codesta Amministrazione vogliono, perseguono e promuovono.
Non si vuole con questo pretendere che le forze dell�ordine siano supinamente indifferenti alla problematica o che omettano i dovuti e, a nostro parere, indispensabili controlli; al contrario, è essenziale la più oculata e pressante opera di controllo, a tutela della legalità e degli interessi degli operatori onesti.
Sicuri che la limpidità dei rapporti da sempre dimostrata e la volontà del perseguimento del comune intento di affermare la legalità nel settore, non lasceranno cadere nel silenzio le richieste di intervento appena formulate, si auspica un veloce chiarimento della situazione.
Si insiste per il coinvolgimento diretto della scrivente associazione nella individuazione di eventuali correttivi all�attuale sistema, tenuto conto della necessità comune di incidere in modo adeguato anche nella formulazione condivisa delle regole cui tutti devono uniformarsi, dichiarandosi disponibile ad operare con ogni organo istituzionale in sintonia con le finalità dianzi esposte con tutti i mezzi a disposizione dell�associazione.
Con deferenza.
IL PRESIDENTE
(Paolo Dalla Pria)
