Pubblichiamo un’ampia sintesi dell’intervento del Segretario Nazionale Sapar, l’avvocato Generoso Bloise, alla Conferenza Nazionale Sapar "Avanti nella legalità" svoltasi a Roma l’11 luglio scorso presso l’Hotel Ergife.
In apertura va fatta una doverosa premessa. Va detto che a questo convegno abbiamo invitato anche il PM Gava rappresentante della Procura della Repubblica che, da avvocato penalista ho sempre come controparte. Linvito è stato fatto principalmente perché, pur essendo cosa strana per un penalista, sentiamo di dover dire grazie per la sensibilità che la Procura stessa ha dimostrato in questo frangente. Linvito mosso dal PM Gava alla rimozione bonaria degli apparecchi, dà segno di aver compreso che un provvedimento di sequestro comporterebbe un enorme danno al gestore che, nello stesso tempo, non può essere ritenuto responsabile di quanto accaduto.
Linchiesta nasce infatti dalla semplice quanto traumatica vicenda giudiziaria di un singolo apparecchio sequestrato in un bar di Merano. nella giurisdizione della Procura di Venezia che sottopone ad indagine le caratteristiche tecniche della scheda che partorisce un provvedimento non solo di sequestro, ma anche di approfondimento di quanto successo perché siccome questi apparecchi sono sottoposti ad una procedura di verifica da parte dello Stato preventiva di omologazione è da verificare il sorgente, il software allinterno delle schede. Perché se nella scheda del gioco potrebbe esserci stato un errore di trascrizione del software o un comportamento fraudolento di chi lha venduta o costruita, ebbene cè un modello prototipale depositato che quindi è stato posto a verifica. Secondo lanalisi del perito questo software dava luogo ad anomalie rispetto a quanto previsto dalla legge. In una particolare modalità di gioco cera un parametro che non veniva rispettato e cioè la non prevedibilità delle vincite sul ciclo consentito. Il primo provvedimento quindi verifica la sussistenza della dimensione del problema per cui cè stato il primo sequestro riguardante la documentazione, la verifica di quanti prodotti avessero questa anomalia. Questo naturalmente ha porta ad una fase un po confusa che andava a mettere in dubbio tutto il sistema di certificazione dei Monopoli. Ciò comporta da parte di chi si è trovato oggetto di sequestro a fare ricorso al Tribunale del riesame che, però, ha fatto una scelta di campo decidendo di aspettare gli esiti di tutte le verifiche che la Procura avrebbe disposto.
Successivamente lo scrupolo della Procura ha portato a voler approfondire se anche altre schede dello stesso produttore presentassero la stessa anomalia e quindi si è arrivati, nellarea di Venezia, ad un provvedimento di sequestro non solo della Black Slot, ma anche di schede come Terza Dimensione e Stack Slot. Nel frattempo AAMS ha revocato il titolo autorizzatorio inizialmente rilasciato al primo modello sottoposto ad esame, nel fare questo hanno fatto un vero e proprio atto di revoca sullassunto che la scheda fosse risultata non conforme anche ad un esame dei tecnici della Sogei allora a questo punto lerrore cè anche se noi stentiamo a crederci per esserci fidati dello Stato per cui continua a vedere che unimpresa che aveva acquistato una notevole quantità di apparecchi si p rivolge al Tar del Lazio ed ha una decreto di sospesnsiva, coinvolgendo anche ikl proprio concessionario di rete a costituirsi e sostenere la stessa tesi. Ludienza si è tenuta il 20 giugno e ancora non ne sappiamo lesito.
Questo è solo una parte della storia giudiziaria perché oggi cè lesplosione delle conseguenze massime e cioè il provvedimento di sequestrp del GIP di Vebezia di 30 gg fa che non riguarda esclusivamente un ambito territoriale ristretto ma punta il sua interesse nellevitare un susseguirsi di commissione di reati di gioco dazzardo in tutta Italia. Per cui il fenomeno assume dimensioni enormi e inizia ad essere di interesse non solo territoriale ma nazionale non solo per gli operatori ma anche per lo Stato, visti i risvolti occupazionali, sociali, erariali in termini di gettito.
Ebbene il provvedimento del GIP che abbiamo avuto modo di leggere centinaia di volte preoccupa oltre le sue dimensioni attuali; preoccupa tutti perché linvito del PM chiede di evitare provvedimenti di sequestro adeguandosi a ripristinare volontariamente la legalità.
Per chi si è sempre battuto per la tutela della legalità questo invito non può lasciare indifferenti, ma non può non causare una reazione e spingere tutti ad una riflessione più attenta, non solo gli onorevoli presenti ma anche chi dal Senato (ad es. il se. Curto o lon. Conte) ci fa pervenire messaggi di scuse per non poter partecipare.
Importante è porre attenzione allassurdo di questo provvedimento che farebbe diventare insicuro tutto il comparto dal gestore, allesercente, al concessionario. Abbiamo fatto sforzi immani per ottenere la legalità in un settore come questo, per avere una offerta di gioco tutelato, garantito per stabilizzare un settore economico che influisce notevolmente nel gettito erariale dello Stato. Si vuole un settore controllato, garantito, tutelato.
Il provvedimento non si limita a fare considerazioni su modalità di gioco presenti su singole schede, ma entrerebbe a mettere in crisi una impostazione ontologica della scheda, il pretendere che in una partita che dura 4 secondi labilità abbia una rilevanza determinante sullesito della partita. Nel momento in cui la legge stabilisce il costo del prodotto che stiamo vendendo, la sua durata minima, la sua permanenza allinterno di un ciclo ristretto di 140.000 partite con una percentuale di restituzione del 75%, oltre al fatto che oltre la metà della differenza tra in e out viene restituita allo Stato sotto forma di Preu e di canone di concessione, tutto questo rende il prodotto un prodotto in cui è irrazionale pretendere la non predeterminabilità delle vincite.
Non voglio contestare quanto sostenuto dal GIP, però bisogna sottolineare che il problema sta proprio in questa logica che ha caratterizzato negli ultimi 20 anni latteggiamento della Magistratura che da una parte non vuole approfondire nel merito certe valutazioni che lo Stato dal 2002 ha deciso di demandare ad AAMS, dallaltra vuole interpretare quanto accade allinterno di un gioco come qualcosa di oscuro e quindi pericoloso. Il problema quindi è questo, ci siamo resi conto che il gioco che tanto dà e tanto garantisce non solo in termini erariali ma anche in sicurezza del giocatore può essere messo in discussione così facilmente. Ecco perché nel momento in cui è stato emanato il provvedimento, la Sapar si è attivata su tutti i canali, rivolgendosi a contatti diretti in tutte le sedi ritenute competente in prima facie, chiedendo di abusare della loro disponibilità per rappresentare tutto quanto detto finora e anche perché si facesse carico di queste rimostranze. Già nellimmediatezza ci siamo attivati e questo va detto soprattutto perché cè chi lamenta da parte di Sapar una latitanza informativa, ma possiamo assicurare che ci si sta muovendo su tutti i fronti e si continuerà a farlo.
Dai primi incontri con i Monopoli abbiamo ricevuto rassicurazioni circa la massima disponibilità per quanto di loro competenza per adottare un provvedimento che sblocchi se non altro la produzione delle macchine di vecchia tipologia. Perché il problema, come noto a tutti, è che le vecchia macchine non possono essere più prodotte, ma sul mercato non sono presenti prodotti sostitutivi. Le omologhe dei nuovi modelli è in fase di grave stallo, e abbiamo verificato che in sede politica le informazioni sono arrivate in modo parziale e parzialmente inesatte. 105.000 sono gli apparecchi coinvolti dal provvedimento di rimozione per non incorrere nei sequestri. Dallaltra parte non cè il tempo per procedere ad una immediata rimozione delle macchine. Il dato però è comunque impreciso perché va infatti considerato che a questi 105.000 apparecchi vanno aggiunti quei circa 40.000 dotati di nulla osta rilasciato nel 2004 che per legge devono essere sostituiti entro la fine dellanno. Le proporzioni di questo potrebbero avere un effetto devastante non solo per i gestori, ma per tutto il sistema.
Per questo riteniamo di dover avanzare unipotesi più profonda di modifica di cui il settore ha bisogno per stabilizzarsi e raggiungere lobiettivo che ci siamo proposti tutti di affermazione della legalità, per evitare di sottrarre ora una forma di gioco lecito e aprire così le porte ad unincontrollata offerta che potrebbe riempire un vuoto lasciato nel mercato. Questo è quello che più temiamo, oltre ad avere le responsabilità di unimpresa e delle famiglie dei dipendenti.
La strada scelta è quindi, oltre a continuare a sollecitare provvedimenti amministrativi che possano sbloccare in termini di presupposti cautelari il provvedimento attualmente in mano alla Magistratura, è quella di chiedere una riforma normativa più profonda, che dia sicurezza e garanzia che quellinvestimento è tutelato dallo stato.
Abbiamo eletto proposte diverse che non sentiamo di condividere se non come astrazione meramente formale, come ad esempio lidea di sottrarre il gioco pubblico alla punibilità ex 718, lesenzione dalla responsabilità dello Stato o del suo concessionario. Queste proposte non risolvono a nostro avviso il problema e penalizzano ulteriormente il gestore. Non è mancanza di rispetto nei confronti di concessionari, ma è tenere presente che laccento va posto sul bene strumentale tramite cui si va a dare lofferta di gioco. La nostra idea è quindi che lapplicabilità della sanzione penale debba essere per chi si sottrae al controllo dello Stato e del concessionario. Ma a parte questo, ciò che sta più a cuore alla Sapar in questo momento è insistere sulla certezza di ciò che andiamo a mettere nei locali.
Riteniamo che quanto richiesto da Sapar in questa sede debba e possa essere condiviso sia dalle altre associazioni, che dai concessionari di rete, pur partendo ognuno da presupposti diversi.
Vogliamo e chiediamo leliminazione dal contenuto delle comma 6A di quelle parti che possano essere soggette ad interpretazione. La prima cosa che si chiede ai rappresentanti istituzionali è di accelerare la modifica della legge per ottenere un testo che dia sicurezza. Allo stesso tempo chiediamo di insistere per ottenere procedure in fase attuativa che siano più rigide possibile con tempi certi ed esiti sicuri ma che possano portare a procedimenti di omologazione più rapidi ma anche più garantiti, in modo che quanto certificato dallo Stato non possa essere messo in dubbio nel merito su elementi interpretativi rispetto a quello che è il contenuto della certificazione stessa.
