Ieri, sul Corriere della Sera, è apparso un ampio servizio sul nostro settore, con affermazioni diffamatorie e ricche di inesattezze, che non possono passare sotto silenzio. Pertanto, il Presidente Dalla Pria ha deciso di inviare al Direttore della Testata la seguente lettera.
Egregio Direttore,
è con vivo stupore, unito a profonda amarezza, che prendo atto degli articoli Slot allitaliana. Con il trucco e Le inchieste Ordine di sequestro per centomila black slot, apparsi sulla Vs testata domenica 4 maggio u.s. a firma di Luigi Corvi.
Le campagne mistificatorie portate avanti dagli organi di informazione nei confronti del settore NewSlot sono purtroppo ricorrenti e sempre più accese nei toni. Ma, mi consenta di dirlo, stavolta la realtà dei fatti è stata trasfigurata come non mai.
Per quanto riguarda il primo articolo, al di là dei toni sprezzanti e volutamente denigratori coi quali si disegna una realtà di mercato che ha inferto negli anni un duro colpo al gioco clandestino e illegale, producendo 2,2 miliardi e mezzo di euro di entrate erariali nel 2007, ciò che riteniamo doveroso stigmatizzare è la forzatura operata dal Vs redattore nel riportare i dati scaturiti dallindagine dalla Guardia di Finanza ed in particolare dal Gruppo antifrode telematica, poi confluiti nel rapporto della Commissione di inchiesta condotta dallallora Sottosegretario Alfiero Grandi.
In questultima, infatti, è testualmente riportato quanto segue: Secondo stime della Guardia di Finanza, rese pubbliche sulla stampa (in sostanziale accordo con testimonianze di vari operatori del settore), la raccolta di gioco ammonterebbe a 43,5 miliardi di euro.
Tale stima deve essere inoltre correlata al fatto, anchesso testimoniato da più parti, che, a fronte di circa 200.000 apparecchi risultanti ufficialmente installati, vi sarebbero almeno altrettanti apparecchi illegali.
Una bella differenza, insomma, rispetto ai dati denunciati dallarticolo, ovvero il rapporto di 2 su 3 fra macchine scollegate e installate e la cifra di 100 miliardi di euro giocati annualmente.
Ma gli aspetti più gravi e deleteri per limmagine del settore sono certamente altri. Innanzitutto, la superficialità con cui si parla della cosiddetta maxisanzione da 98 miliardi, perché a prescindere dalle effettive responsabilità, che sono ancora tutte da accertare non vi è alcun riferimento al fatto che essa coinvolge esclusivamente i concessionari di rete e non le imprese di gestione, proprietarie degli apparecchi, che si occupano della loro effettiva installazione, oltre che di ritirarne gli incassi e di curarne la manutenzione.
In secondo luogo e qui passiamo allaltro articolo quanto affermato sul caso Black Slot è un compendio di inesattezze e storture che lascia semplicemente allibiti. Il Vs redattore, infatti, se si fosse perlomeno premurato di andare alla fonte delle notizie (leggasi, i provvedimenti emanati dal Gip, dalla Procura di Venezia e da Aams) rese pubbliche sia sul sito dei Monopoli di Stato che su quello della nostra Associazione, si sarebbe accorto che il problema non sta nella non corrispondenza fra il software installatto e quello autorizzato, bensì nellerrata interpretazione (ancora eventuale) data dagli organismi di certificazione nel momento in cui hanno testato la scheda medesima, a sua volta causata da una legge fumosa e di difficile interpretazione, che è stata opportunamente modificata proprio nellultima Finanziaria. Non solo, quasi la totalità delle circa 100.000 macchine sotto inchiesta è stata spontaneamente ritirate dal mercato e quindi non sequestrate dalle imprese di gestione, in ottemperanza allinvito (questo è il termine esatto) fatto sia da Aams che dal PM stessi, le quali sono state riconosciute come terzi in buona fede.
Vi sarebbe altro da aggiungere, ma preferisco non terdiarLa oltre, Signor Direttore, giacchè la materia, di per sé molto complessa, richiederebbe ben altri approfondimenti.
Confidando nella pubblicazione sulla Sua pregiata testata di questa mia replica, e rimanendo disposizione Sua e soprattutto del Suo redattore per qualsiasi chiarimento – anche per evitare che in futuro abbiano a ripetersi casi di disinformazione come questo – Le porgo distinti ossequi.
Il Presidente
Paolo Dalla Pria
