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LORENZO MUSICCO, UN LIBRO “PER NON DIMENTICARE”

By 25 Luglio 2010No Comments


E’ uscita in questi giorni un’opera realizzata da Lorenzo Musicco che raccoglie gli atti e i documenti tratti dalla Rivista Automat e dall’archivio della Segreteria Sapar relativi agli anni 2000/2005, che sono fra i più importanti della nostra lunga storia in quanto sono quelli della transizione dal videopoker alle newslot, di cui l’Associazione stessa è stata grande protagonista

“Lassù qualcuno non ci ama. Ogni volta che gli esponenti istituzionali parlano del nostro settore, rievocandone il passato ma anche analizzandone il presente, o fanno finta che noi gestori non esistiamo oppure ci accusano di essere la causa di tutti i mali. E’ ora di finirla con queste campagne mistificatorie!”

Lorenzo Musicco è la storia dell’Automatico italiano e in vita sua ne ha viste tante. Ma non vuole lasciarsi sopraffare dalla rassegnazione. Proprio per questo, ha deciso di realizzare in proprio, col supporto della Sapar, una raccolta di atti e documenti relativa agli anni 2000/2005, intitolandola, non a caso “Per non dimenticare”.

Evidente l’obiettivo di risvegliare, anche e soprattutto nei vari organi istituzionali, la memoria di quel periodo così importante per la nostra storia, in quanto ha siglato la fine di una regolamentazione arcaica e del tutto inadeguata riguardo le macchine da gioco per aprire la nuova grande stagione delle Newslot.

“Leggo e sento dire spesso che il merito è tutto di Aams, delle autorità di controllo e dei concessionari. In realtà senza di noi, senza i gestori e la Sapar che li rappresenta, questo mercato non avrebbe conosciuto un’esplosione così immediata.

Ci siamo fatti carico di tutto: delle lacune via via mostrate dalla normativa, degli errori commessi in fase di omologazione degli apparecchi, del rischio d’impresa connesso ai furti, ai malfunzionamenti degli apparecchi, ecc. E nel contempo ci siamo sforzati di crescere come imprese, darci un’organizzazione, di rispettare alla lettera tutte le indicazioni che Aams ci ha dato. Quale è il risultato? Che siamo sempre le pecore nere del comparto!

Allora mi sono detto, visto che in giro c’è tanta gente di memoria corta, è bene risvegliargliela! Con l’aiuto di un paio di dipendenti della Segreteria Sapar ho cercato di ricostruire la storia di quegli anni non raccontandola personalmente, bensì attraverso gli atti ufficiali: gli articoli pubblicati sulla Rivista Automat e le lettere inviate dalla Sapar a parlamentari, amministrazione, ministeri competenti, per evidenziare la drammaticità della situazione creata dai videopoker e per sollecitare una modifica di legge che potesse finalmente introdurre anche in Italia le cosiddette Awp, gli apparecchi da intrattenimento “moneta in – moneta out", così da superare tutti gli equivoci generatisi – non per colpa nostra, devo sottolineare – dopo l’emanazione della legge 425/95 e soprattutto della devastante legge 388/00, sicuramente la peggiore che l’automatico ricordi.”

Musicco ha scritto di suo pugno l’Introduzione e le Conclusioni, che andiamo a pubblicare integralmente di seguito, unitamente ad una sua memoria sulla fase culmine di quel periodo, vale a dire l’emanazione della legge 289/02 che, senza tema di smentita, rappresenta il successo più rilevante ottenuto dalla Sapar nella sua storia ormai cinquantennale.

“Per non dimenticare” contiene, in appendice, altri documenti di particolare interesse, fra cui il Codice Etico Sapar, la cronologia delle leggi di settore e una sorta di fotocronaca delle fiere Enada con la riproduzione delle pagine di apertura dei servizi pubblicati su Automat.

Non poteva mancare, poi, l’intervento del presidente Sapar Raffaele Curcio, nel quale si evidenzia come proprio negli anni 2000/2005 la Sapar abbia coscienziosamente lavorato “per favorire, nel nostro Paese, l’acquisizione di un approccio più moderno e responsabile nei riguardi delle attività di gioco”. E ancora: “Se l’Italia è stata capace di costruire un modello che oggi è apprezzato in tutto il mondo, lo si deve anche all’impegno e alla serietà della Sapar e dei gestori che essa ha l’onore di rappresentare.”

“L’opera – fa presente Lorenzo Musicco – è stata studiata per una facile consultazione e un’immediata comprensione. E’, insomma, dedicata a tutti. Anzi, forse è meglio dire che è di tutti. Di tutti quei personaggi che hanno dedicato parte del loro tempo alla causa associativa e alla tutela degli operatori, sperando altresì che essa possa dare ulteriori stimoli ai dirigenti attuali per dedicarsi con sempre maggiore coraggio e convinzione a sostenere l’attività della Sapar e tutelare i nostri diritti.”

In conclusione, il Presidente Onorario Sapar coglie l’occasione per fare un’ulteriore riflessione. "In ultima analisi, vorrei che le autorità amministrative riflettessero, con serenità, anche su un altro aspetto. L’epoca dei videopoker, certamente, ha fatto del male, sempre e comunque a causa dell’infiltrazione di personaggi, senza scrupoli, che nulla avevano a che fare col nostro lavoro, tanto che, poco dopo l’emanazione della legge 425/95, noi come Sapar ci siamo messi all’opera per far si che fosse emanato un decreto di attuazione capace di mettere perlomeno alcuni paletti ad una norma piuttosto farraginosa.
Ma, d’altro canto, ha recato anche dei benefici, laddove detti apparecchi sono stati gestiti con la giusta coscienza, ovvero secondo gli indirizzi che io stesso delineai in un mio editoriale su Automat intitolato: “Un codice di autodisciplina”. E, per inciso, la totalità dei gestori professionali vi aderì in maniera entusiastica.

Benefici che si traducono nell’acquisizione, da parte delle imprese di gestione, del know-how necessario per affrontare il futuro mercato del gaming con una discreta preparazione di base e, comunque, non da sprovveduti. E qui non mi riferisco soltanto alla preparazione tecnica, ma anche – cosa molto più importante – al consolidamento dei rapporti con gli esercenti, al mantenimento di quella che oggi si chiama “rete a terra” che poi si sarebbe rivelata un bene preziosissimo, a costo zero per giunta, a favore dei concessionari.

Non da ultimo, il periodo dei videopoker ha aiutato le aziende stesse a consolidare i propri bilanci, praticamente dissanguati, anzi totalmente in rosso, permettendo ad esse di avere le disponibilità necessarie per affrontare, nell’immediato, la spesa per l’acquisto di decine di migliaia di NewSot.

In definitiva, se è vero che il videopoker è stato una piaga sociale, è anche vero che senza di esso sarebbe sparita anche la parte buona dell’Automatico. E, senza di noi, il nuovo mercato sarebbe stato solo una realtà di nicchia."