Il Presidente Paolo dalla Pria ha inviato questa mattina alle massime autorità di Governo una nota nella quale evidenzia la grave problematica generata dal comma 1 dell’art.15-bis del DL Anticrisi, in fase di emanazione, che non può non essere oggetto di immediato ripensamento.
Nello specifico, il dettato normativo prevede che: “Fatta eccezione per gli apparecchi e congegni di cui all’articolo 110, commi 6, lettera b), e 7, del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, e successive modificazioni, il nulla osta, rilasciato ai sensi del comma 5 del presente articolo dal Ministero dell’economia e delle finanze – Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, decade automaticamente quando i relativi apparecchi e congegni risultino, per un periodo superiore a sessanta giorni, anche non continuativi, non collegati alla rete telematica prevista dall’articolo 14-bis, comma 4, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 640, e successive modificazioni».
Infatti, tenuto conto dei giorni di chiusura settimanale e dei periodi di ferie osservati dagli esercizi pubblici, delle fasi di manutenzione ordinaria e straordinaria a cui gli apparecchi stessi vengono usualmente sottoposti, e dei tutt’altro che infrequenti e fisiologici mal funzionamenti dei dispositivi di Sogei (smart card), per effetto di tale norma tutti gli apparecchi finiranno per perdere il titolo autorizzatorio in breve tempo, con grave danno alle imprese e blocco del gettito erariale.
"Alla luce di tutto ciò – sostiene Dalla Pria – si rafforza in noi la convinzione che l’attuale indirizzo politico in materia di giochi è sempre più orientato alla distruzione del mercato leader, quello delle NewSlot, per favorire altri prodotti, quali ad esempio le VLT, non a caso escluse dall’ambito di applicazione della suddetta norma.
Pertanto, la Sapar auspica che tale disposizione possa essere immediatamente modificata, perlomeno stralciando il passaggio “anche non continuativi”, che ne rappresenta l’aspetto più penalizzante.
