Venerdì 16 novembre si è svolto a Firenze il Convegno “Comunità Versus Giochi”, indetto dall’Anci, in collaborazione con Anit e Lex Giochi. Tra i relatori della tavola rotonda conclusiva il Presidente Sapar Raffaele Curcio.
“Comunità Versus Giochi”, un titolo dai toni forti ed apparentemente provocatori, ponendo in evidenza un’antitesi che sembrerebbe precludere la conciliazione fra le due parti. In realtà, come ha affermato il Presidente Anci Graziano Del Rio in apertura e il Presidente della commissione attività produttive dell’Associazione Dario Nardella a conclusione dei lavori, se da un lato è di tutta evidenza la necessità che i Comuni hanno di esercitare poteri più ampi in materia di gioco, a tutela della popolazione, dall’altro bisogna evitare, da parte delle amministrazioni locali stesse, atteggiamenti proibizionistici e di demonizzazione cooperando con gli operatori economici del comparto al fine della risoluzione delle problematiche.
Principi che sono pienamente condivisi dal Presidente Sapar, il quale ha rimarcato innanzitutto il fatto che “bisogna dare ai Comuni le risorse per esercitare un maggior controllo sul territorio, sempre in sintonia con le norme statuite a livello nazionale. D’altra parte, nel momento in cui le tesi contrarie al gioco pubblico vengono supportate da dati assolutamente non veritieri – come è stato fatto anche nel corso del convegno di Firenze – si perde di vista la reale dimensione del fenomeno, dando luogo ad interventi spontaneistici e disorganici.”
Tra l’altro, ha ben sottolineato Curcio, è assurdo indicare gli apparecchi da intrattenimento come il capro espiatorio, essendo gli unici prodotti di gioco in grado di soddisfare uno degli aspetti cardine del Decreto Balduzzi, da poco convertito in legge: applicare l’inibizione automatica dell’accesso al gioco da parte dei minori e dei soggetti problematici. “Serve più concertazione fra le parti – ha concluso – e bisogna uscire dalla logica del divieto tout court, perché si rischia di allontanare l’utenza dal gioco pubblico controllato.”
In merito al Decreto del Ministro della Sanità, diversi tra i personaggi intervenuti al convegno – ed in particolare il Presidente onorario di Alea Riccardo Zerbetto – lo hanno indicato come un’occasione persa, se non addirittura come una sconfitta. Ma l’aspetto più rilevante è che da molte parti viene sollecitata l’emanazione di norme suppletive, in quanto le disposizioni sul gioco avranno effetto con i futuri bandi di gara per l’assegnazione delle concessioni (e quindi non prima del 2016).
Secondo il Presidente emerito della Corte Costituzionale Ugo De Siervo e il Coordinatore di Lex Giochi Cino Benelli, poiché il Decreto Balduzzi lascia comunque aperti degli spazi per i sindaci, si rafforza la necessità di tracciare delle linee guida e delle soluzioni affinchè i Comuni possano gestire convenientemente questa fase “transitoria”, anche perchè, come ha affermato il Capo ufficio legislativo del Ministero Sviluppo Economico Raffaello Sestini, intervenire con le ordinanze è pericoloso.
In definitiva, a parere del Delegato Fabio Refrigerio, l’Anci costituisce il punto su cui far convergere tutte le entità coinvolte nel gioco pubblico, al fine di elaborare delle strategie e delle soluzioni idonee a promuovere una modalità di approccio, da parte delle amministrazioni, che persegua le esigenze del territorio, senza inficiare gli obiettivi perseguiti dallo Stato e l’attività delle imprese.
