Giovedì 25 ottobre si è tenuta all’Hotel Boscolo Tower di Bologna l’Assemblea dei soci dell’Emilia. A condurre i lavori il Presidente nazionale Curcio, il Segretario avv. Bloise e il Presidente regionale Fausto Tabarroni, che ha aperto l’Assemblea con un messaggio di saluto.
Tra i vari argomenti all’ordine del giorno, le maggiori attenzioni sono state attirate dai controlli dell’Agenzia delle Entrate, tema che, come in tutte le altre occasioni, è stato affrontato dal Presidente nazionale e dal Segretario con una analisi di carattere generale e quindi con l’esame delle problematiche poste individualmente dai soci. A chiare note, Curcio ha ribadito che, per evitare incongruenze, è necessario impostare la contabilità aziendale per competenza e non per cassa; in altri termini, i gestori debbono fare riferimento non al denaro effettivamente incassato, ma a quanto indicato dai contatori degli apparecchi. Quindi, sono stati forniti chiarimenti su alcune voci di costo, quali i furti e il canone trattenuto dal concessionario .
Sempre in merito ai controlli dell’Agenzia, in questa riunione hanno avuto grande evidenza due aspetti.
Il primo riguarda la tracciabilità, ovvero, come considerare in contabilità il passaggio di denaro per il cambio della moneta sul punto di raccolta. Fermo restando che, attualmente, è necessario che tale operatività sia un fatto occasionale e non ricorrente, ci si attende che tutti i dubbi in merito siano sciolti con l’avvio delle nuove concessioni, dove figureranno anche le modalità da seguire per questi passaggi di denaro.
Inoltre, è stato chiarito che laddove il gestore lavori con più di un concessionario presso un singolo punto vendita, egli deve mantenere distinti gli incassi.
Il secondo riguarda la posizione, del tutto errata, che alcuni Uffici hanno sugli incassi degli apparecchi diversi dal comma 6A: in concreto, essi ritengono che ai fini delle imposte dirette dovrebbero essere dichiarati perlomeno gli imponibili minimi fissati dalla legge per il calcolo dell’Isi e dell’Iva a forfait.
Per quanto concerne il decreto tecnico comma 6A, il Presidente Curcio ha relazionato insieme ad Eugenio Bernardi, componente Sapar del tavolo costituito fra le associazioni di categoria per trovare e proporre all’Aams soluzioni alternative a quelle, del tutto penalizzanti, inserite nel testo appena tornato da Bruxelles. Da parte dell’uditorio si è sollevato un coro di protesta contro tale provvedimento, sia perché impone ai gestori investimenti che non sono in grado di sopportare, sia perché esso non risolve il problema della lotta all’illegalità.
Adeguatamente trattato è stato anche il Decreto Balduzzi, che ha suscitato analogo dissenso nella parte concernente gli apparecchi da gioco: al di là delle perplessità che si nutrono sull’effettiva utilità di questo dettato normativo, sono molti a ritenere che certe disposizioni non tengano conto di quella che è la realtà e, soprattutto, possono risultare addirittura controproducenti.
Il presidente Curcio condividendo le perplessità dei soci ha ribadito l’impegno della associazione di cercare in tutti i modi di riuscire in fase attuativa a far modificare alcune modalità operative e soprattutto di concordare tempi che siano sostenibili dalle aziende per l’aggiornamento degli apparecchi.
