“Siamo soddisfatti della partecipazione alla manifestazione ‘LEGALITA’ LAVORO LAZIO. I LAVORATORI DEL GIOCO PUBBLICO IN PIAZZA PER 3 BUONI MOTIVI’ che si è tenuta oggi sotto la sede della Giunta della Regione Lazio. Centinaia di lavoratori, in piazza, per chiedere alla Giunta Zingaretti e al Consiglio della Regione Lazio di rivedere la legge 5/2013 che significherebbe tra soli 120 giorni la perdita di 16000 posti di lavoro nella regione”. È quanto dichiara in una nota il coordinamento Alleati per la legalità, che raccoglie le più importanti associazioni del settore, tra cui anche Sapar.“Le importanti dichiarazioni dal palco ci dicono che le nostre ragioni sono valide. Tutti hanno finalmente capito che cancellare migliaia di attività legali e chiudere i punti gioco pubblico del Lazio significa nei fatti due cose: regalare alla criminalità organizzata milioni di euro con le giocate clandestine e mandare a casa 16000 lavoratori di cui più della metà donne.
Nel prossimo consiglio regionale collegato al bilancio, che sarà approvato entro il 30 giugno, deve essere urgentemente inserita una norma che tuteli lavoratori e imprese del settore e riveda una legge che, sebbene corretta nelle intenzioni, nella sua applicazione diventa un disastro sociale. Nei fatti la Regione Lazio rischierebbe di essere la responsabile, tra soli 4 mesi, del più grande licenziamento di massa mai visto nella regione stessa. Noi, da parte nostra, continueremo la mobilitazione per scongiurare tutto questo”.
Come riporta PressGiochi, è intervenuto anche Gabriele Perrone di Sapar Lazio, in occasione della manifestazione dei lavoratori, che ha detto: “Chiediamo la giusta considerazione per un comparto strategico che non può prescindere da un dialogo leale e corretto e da una puntuale concertazione che deve svolgersi con tempistiche idonee per affrontare argomenti così ampi. Un punto cardine del nostro manifesto è la formazione puntuale, continuativa ed obbligatoria per gli addetti dei locali sia generalisti che dedicati nei quali si effettua gioco pubblico”.
