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Il discorso di A.Kok al World Gaming Executive Summit

By 11 Luglio 2012No Comments

La presidente Euromat Annette Kok, ha partecipato il 10 luglio al World Gaming Executive Summit tenutosi a Barcelona dove si è discusso della attuale situazione del mercato del Gaming in Europa.

Nel suo discorso, di cui riportiamo alcuni stralci e che pubblicheremo integralmente sul prossimo numero di Automat, Annette Kok ha evidenziato, con toni anche molto duri la situazione di concorrenza sleale che si verifica quotidianamente tra gioco online e gioco terrestre, che sembra andare totalmente a favore di chi opera illegalmente. Si è anche scagliata contro l’approccio che definisce “sconsiderato” che diversi governi nazionali hanno nei confronti della regolamentazione del gioco online, e che finisce per creare una concorrenza sleale nell’area del Gambling.

“Come uomini d’affari, sappiamo bene che se vogliamo avere successo, dobbiamo adattarci alle mutate circostanze e, in particolare, alle mutevoli esigenze dei nostri consumatori. Consumatori che richiedono sempre nuove – e più moderne – possibilità di intrattenimento e che tutti noi dobbiamo anticipare e soddisfare. Il problema, tuttavia, è che le regole nella maggior parte dei nostri paesi agiscono come una barriera all’innovazione. I nostri quadri legislativi semplicemente non tengono il passo con la velocità dello sviluppo tecnologico. I requisiti per le licenze per il gioco terrestre, ad esempio, non comprendono adeguatamente i nuovi tipi di prodotti disponibili sul mercato. Ad esempio, nei Paesi Bassi non è permesso di offrire gaming server-based o skill games with prize, mentre sappiamo che c’è una chiara richiesta di tali servizi, soprattutto da giocatori che amano i videogiochi. E mentre questo sta accadendo, gli operatori illegali, in particolare quelli nello spazio remoto, continuano a muoversi e crescere ad una velocità straordinaria. Di conseguenza, quello che dovrebbe essere una grande opportunità, cioè, l’innovazione, si sta trasformando in uno dei nostri più grandi svantaggi”.

Al contrario si è detta fiduciosa dell’operato della Commissione e del Parlamento Europeo che ha deciso di affrontare in maniera decisa “il proliferare di servizi di gambling illegale e, in certi casi di offerte quasi legali di gioco remoto”. In linea generale, ha poi espresso soddisfazione per l’approccio dimostrato dalle istituzioni europee. “Entrambe hanno infatti sottolineato l’importanza di rispettare il principio di sussidiarietà. Come tutti sappiamo, il gioco è un’area in cui concorrono significative differenze di tipo morale, religioso e culturale tra i diversi Stati membri. Una legislazione totalmente armonizzata per tutta l’Europa sarebbe quindi a nostro giudizio un enorme errore […], pur considerando la natura senza confini dell’offerta di gioco  come Euromat riteniamo quindi che si debba arrivare ad una cornice legislativa (a anche internazionale) che contenga una serie di standard minimi che assicurino che il gioco online sia efficacemente e propriamente regolamentato e, soprattutto, non abbia un trattamento differenziato rispetto alla concorrenza land-based. La concorrenza sleale non dove essere accettata nè tollerata!”.

Ancora sul ruolo delle istituzioni europee ha riconosciuto loro “un ruolo fondamentale nel facilitare e rafforzare la cooperazione tra autorità nazionali di regolamentazione. Accogliamo con grande favore l’impegno della Commissione a questo riguardo e sono contenta di sentire che il Commissario Barnier intende creare un gruppo di esperti formato da autorità legislative nazionali. Ma, abbiamo bisogno di accelerare il processo, perché nel frattempo, lo sviluppo di regimi normativi nazionali, che senza dubbio forniscono servizi di  gambling a distanza con un vantaggio competitivo sui propri concorrenti terrestri stanno gravemente danneggiando la nostra capacità di competere”.

Non è mancato un accenno alla situazione di crisi economica mondiale:

“ e soprattutto, la crisi dell’Eurozona sta avendo un impatto diretto sulla nostra capacità di sostenere gli attuali livelli di gestione. In particolare, l’incertezza in cui i nostri imprenditori devono operare rende difficile se non impossibile, pianificare correttamente il futuro. Il che ha un impatto ovviamente negativo sugli investimenti. La gente spende meno e il gioco non è certo una priorità nella stragrande maggioranza dei bilanci delle famiglie”.

Ma la conclusione è stata comunque positiva e costruttiva:

“Ma, che ci crediate o no, io davvero vedo la luce alla fine del tunnel. Come imprenditrice so che bisogna essere creativi e proattivi. Come ho detto, tutte queste nuove tendenze e sviluppi potrebbero in realtà essere grandi opportunità, grandi opportunità di creare un mercato dei giochi più forte e più sano. Ma, dobbiamo fare le cose per bene! Al fine di favorire la crescita futura, dobbiamo garantire parità di condizioni in tutta l’arena di gioco. Se non abbiamo un regime fiscale equo e adeguato e senza accertarsi che tutti gli operatori rispettino gli stessi requisiti normativi, e che tali requisiti siano applicati correttamente, molti operatori del land based non sopravviveranno. E, cosa ancora più importante, bisogna garantire un adeguato livello di protezione per i nostri clienti. E oltre a tutto ciò, è vitale che le norme nazionali siano strutturate in modo tale da permetterci di innovare e di stare al passo con la domanda”.