Pubblichiamo il testo integrale della relazione presentata dal presidente Curcio all’audizione presso la XII Commissione Affari sociali della Camera, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sugli aspetti sanitari del gioco, svoltasi mercoledì 4 aprile.
Illustre Presidente, Illustri Onorevoli
è nostro desiderio ringraziare per la disponibilità dimostrataci nel consentire la nostra audizione in tale prestigiosa sede.
L’Associazione Nazionale Sapar, che è il maggiore organismo di rappresentanza dei gestori, produttori e distributori di apparecchi per il gioco lecito e da intrattenimento, è impegnata da 50 anni a sostenere e tutelare non soltanto l’attività imprenditoriale delle aziende associate, ma altresì a promuovere sul territorio la cultura del cosiddetto “gioco automatico”, con il duplice fine di favorirne il corretto approccio da parte dell’utenza, ed in particolare di garantire la massima tutela dei minori, e di evitare qualsiasi fenomeno di devianza.
A tal proposito, possiamo limitarci ad enunciare le numerose iniziative che la Sapar ha posto in essere negli anni ’80 e ’90 per contrastare i videopoker – anche attraverso l’adozione di un proprio codice di autoregolamentazione – e addivenire ad una norma chiara, al passo coi tempi e in linea con quelle delle principali giurisdizioni europee, che permettesse agli apparecchi da gioco di concedere delle vincite in denaro, senza però alterarne la preminente natura di intrattenimento.
Non meno rilevanti sono le iniziative a carattere culturale predisposte dal Centro Studi Automat – organismo che affianca l’Associazione sin dal 1986, con la realizzazione di convegni, dibattiti, pubblicazioni e ricerche, alcune delle quali patrocinate dal CNR – su un ampio ventaglio di temi, fra cui quelli a carattere sociologico e psicologico connessi all’utilizzo degli apparecchi.
Restando alla stretta attualità, la vertiginosa crescita che, in questi anni, ha caratterizzato l’industria del gaming, ed in particolare il settore degli apparecchi, ha dato indubbiamente grandi risultati nella lotta contro l’illegalità e nel recupero di gettito erariale, oltre a creare decine di migliaia di posti di lavoro e ad attrarre positivamente nella propria sfera altri settori di attività, che ne costituiscono l’indotto.
Il questo contesto, la Sapar si è sempre posta come parte attiva, esortando i propri associati al più rigoroso rispetto delle disposizioni di legge in essere e nel contempo a compiere il salto di qualità necessario per acquisire credibilità per le istituzioni, le autorità di controllo e l’opinione pubblica e quindi per proporsi come entità di riferimento per il presidio del territorio.
Da qui la necessità primaria, avvertita dalla nostra Associazione, di dotarsi di un Codice Etico e di una Carta dei Valori – adottati nel proprio Statuto nel maggio del 2007 – che integrano la Dichiarazione sul Gioco Responsabile emanata dall’Euromat, Federazione che accorpa tutte le associazioni nazionali di categoria in ambito continentale, di cui la Sapar è uno dei membri fondatori.
I testi di tali documenti sono rimessi integralmente nella documentazione allegata.
L’Associazione Nazionale Sapar, attraverso il Codice Etico, intende perseguire l’affermazione di un corretto comportamento imprenditoriale e deontologico per gli associati, i dirigenti e i dipendenti dell’Associazione e l’affermazione di una cultura del gioco come esperienza umana responsabile, riconoscendosi pienamente nei principi e nei valori sanciti dalla Costituzione repubblicana e ponendosi l’obiettivo di contribuire nell’assoluto rispetto delle leggi alla crescita economica, civile e democratica del Paese a partire dalle realtà in cui opera.
Facendo leva su questi assunti, la Sapar ha dato il va, al tempo stesso, a concrete iniziative per qualificare l’attività degli operatori delle locations specializzate, nello specifico le sale giochi e i family entertainment center, che ne costituiscono l’espressione più elevata.
Quindi, nel marzo del 2007, in coincidenza con la fiera Enada Primavera la Sapar ha presentato il progetto SaparLab, a cui ha fatto seguito il lancio del sito internet Paginegiochi.it, durante l’Enada di Roma (ottobre 2007) che hanno portato alla costituzione di un circuito di sale giochi di qualità, ponendo come condizione di base l’accettazione di un decalogo che contempla tutte le regole necessarie per far si che tali location possano garantire alla propria clientela le migliori condizioni per l’utilizzo dei giochi.
Nell’avvertire questa esigenza, l’Associazione ha orientato la propria azione verso una duplice prospettiva: da un lato, supportare il cammino di qualificazione e professionalizzazione già intrapreso dagli operatori del comparto, così da poter offrire agli utenti una sana, divertente e sicura esperienza ludica; dall’altro promuovere l’immagine delle sale giochi stesse e dell’Automatico in genere, per svincolarlo dai pregiudizi che ancor oggi opprimono il comparto.
Sono seguiti poi dei corsi predisposti dal prof. Cesare Guerreschi – fondatore e presidente del S.i.i.p.a.c, una delle entità più autorevoli in Italia per la prevenzione e la cura delle dipendenze – dedicati al personale di sala giochi.
L’offerta di gioco è ormai giunta a livelli tali da non poter prescindere dalla serietà e dalla responsabilità di chi è coinvolto. E il discorso vale, a maggior ragione, per il settore degli apparecchi, che svolge un servizio pubblico particolarmente delicato e che si dipana capillarmente in decine di migliaia di location.
Le NewSlot, infatti, sebbene – a differenza di quasi tutti gli altri giochi – non offrano il miraggio delle vincite che “possono cambiare la vita”, possono comportare nel giocatore, per via del loro funzionamento elettronico, una maggiore ripetitività del gesto e quindi un fattore di rischio di dipendenza. Ciò, ovviamente, a prescindere dalle somme di denaro effettivamente spese che, a ben vedere, nelle NewSlot, assumendo come parametro di riferimento la perdita media oraria, sono notevolmente inferiori alla maggior parte degli altri giochi.
Sulla base di questa consapevolezza la Sapar ritiene che il gestore di tali apparecchi, avendo un rapporto diretto con l’esercente e con l’utente finale, il giocatore, e vantando una esperienza sul campo ineguagliabile, è in possesso di un know-how prezioso, che le istituzioni e le autorità di controllo possono e debbono sfruttare per rendere sempre più efficace la prevenzione dei fenomeni di gioco compulsivo e la lotta al gioco illegale.
Pertanto, ha voluto estendere il già citato progetto inizialmente rivolto alle locations specializzate anche a tutti gli esercizi pubblici in cui le macchine da gioco sono installate, lanciando, nel marzo 2011 la Campagna “Affinché il gioco rimanga un gioco” per la tutela dei minori e dei giocatori, patrocinata da Aams.
La Campagna, attraverso una stretta sinergia fra i gestori degli apparecchi e gli esercenti, si pone l’obiettivo di diffondere capillarmente sul territorio, ed in particolare negli esercizi pubblici e commerciali in cui tali apparecchi sono installati, la cultura del gioco responsabile, al fine di prevenire qualsiasi forma di disagio individuale e sociale che possa derivare dal non corretto utilizzo degli apparecchi medesimi.
Gli esercizi che aderiscono all’iniziativa applicheranno, all’ingresso del proprio locale, una apposita vetrofania. All’interno del locale, daranno massima evidenza sia al cartello che indica il divieto ai minori per le attività di gioco, sia a quello che riporta il Codice Etico che richiama i contenuti essenziali della Campagna, come riportato nei documenti allegati.
Particolare attenzione viene quindi dedicata ai minori, che tra le cosiddette “fasce a rischio” è certamente la più esposta. Fermo restando che la legge vieta l’utilizzo delle macchine da gioco da parte degli Under18, si richiede, da parte degli operatori, una partecipazione coerente e consapevole a questa opera di prevenzione, per far sì che la Campagna in oggetto non rimanga una pura e semplice “operazione di immagine”, ma abbia contenuti ed obiettivi concreti.
In tale prospettiva, la Campagna ideata dall’Associazione Nazionale Sapar intende coinvolgere tutte le forze istituzionali e associative che si occupano delle attività di gioco lecito, in modo da rafforzarne l’impatto sociale e mediatico e massimizzarne l’efficacia. In particolare, sono stati invitati ad aderire: Enti Locali, Anci, Confcommercio, Confesercenti, Concessionari di Rete.
Nel corso del 2011, la Campagna è stata presentata in diverse sedi, con la partecipazione delle autorità amministrative. Si segnalano in particolare i convegni indetti a Settimo Torinese e a Perugia, dove le rispettive Amministrazioni hanno offerto piena disponibilità ad adottare il progetto.
Il 28 febbraio 2012 il Comune di Torino ha concesso il suo patrocinio alla Campagna medesima.
Nel prossimo futuro la Campagna si svilupperà con corsi di formazione per gestori ed esercenti con l‘ausilio di personale qualificato (psicologi, sociologi, etc).
L’enunciazione di tali iniziative ci permette ora di addentrarci nell’altro fronte di attività che la Sapar ha sviluppato nel corso del 2011, sempre in chiave di Gioco Responsabile.
Proprio sulla scorta delle riflessioni che abbiamo fatto nel predisporre e lanciare la Campagna “Affinché il gioco rimanga un gioco”, siamo giunti alla conclusione che per massimizzarne la concretezza e le aspettative di successo, fosse necessario avviare sinergie più strette con i Comuni italiani.
Da qui, l’idea di prendere contatto con l’ANCI al fine di stipulare un protocollo d’intesa che ha per oggetto l’attuazione “del confronto costante tra le rappresentanze di categoria del settore del gioco ed i Comuni italiani per la promozione del gioco responsabile e per favorire una omogenea ed attenta applicazione, nel territorio nazionale, della normativa del settore della raccolta di gioco pubblico mediante apparecchi automatici di cui all’art. 110 del Tulps”. Il protocollo, sottoscritto il 14 giugno 2011, coinvolge anche Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici.
Non si tratta di una pura e semplice azione di “autotutela” nei confronti dell’allarme sociale venutosi a creare attorno al fenomeno degli apparecchi da gioco, ma al contrario è un’iniziativa in cui le parti in causa mettono in atto, sul territorio, le sinergie necessarie per rendere ancor più penetrante ed efficace la promozione del gioco responsabile ed altresì per addivenire finalmente ad una omogenea ed attenta applicazione della normativa riguardante gli apparecchi da gioco.
In altri termini, la collaborazione venutasi a creare fra realtà importanti come Sapar, Anci e Confindustria SIT testimonia la comune volontà degli operatori di settore di dare un contributo fattivo all’Aams e a tutte le forze istituzionali coinvolte, al fine di consentire il più corretto svolgimento delle attività di gioco e di garantire stabilità al mercato.
Da questa sinergia è nato e a breve sarà distribuito un vademecum, contenente le istruzioni necessarie per una precisa e uniforme applicazione delle disposizioni in materia di apparecchi da parte dei Comuni e degli operatori.
A nostro avviso infatti, qualsiasi progetto finalizzato all’affermazione del Gioco Responsabile potrà raggiungere pienamente l’obiettivo soltanto se, in contemporanea, vengano attuate azioni altrettanto incisive per giungere ad una assoluta ed incondizionata condivisione delle regole e, naturalmente, per sradicare l’illegalità in tutte le sue forme.
La tematica che ci troviamo oggi ad affrontare è così articolata e complessa da richiedere, da parte nostra, uno straordinario sforzo di sintesi che, con questa nota illustrativa, ci auguriamo di non aver disatteso.
Rispetto alla vertiginosa crescita che il mercato dei giochi pubblici ha conosciuto dal 2004 ad oggi – la raccolta lorda è infatti passata dai 24,7 miliardi del 2004 ai circa 80 miliardi del 2011 – la Sapar ha mantenuto un elevato livello di attenzione, per verificare le ricadute sul sociale del portafoglio prodotti nel suo complesso e poi, più in particolare, l’incidenza di ogni singolo gioco.
In linea generale, un aspetto sul quale ci siamo sempre battuti è quello che una corretta analisi della realtà del settore non può passare attraverso l’assunzione, come riferimento primario, del dato della raccolta globale, bensì da quello della spesa effettiva del giocatore, data dal differenziale fra la raccolta (turnover) e il denaro restituito a vincite.
Come ha ben evidenziato l’Aams nel comunicato emesso il 16 febbraio 2012, a fronte di una raccolta lorda di circa 80 miliardi di euro, il ritorno a vincite è stato di 61,5 miliardi; pertanto, la raccolta netta è stata pari a 18,4 miliardi, mentre le entrate erariali sono state di quasi 9 miliardi.
Su quest’ultimo dato, in particolare, si è discusso molto e in termini negativi, dato che esso è rimasto pressoché invariato fra il 2010 e il 2011, sebbene la raccolta lorda sia cresciuta di quasi 19 miliardi. Però, ad una più attenta analisi, si mette in luce la propensione dello Stato a perseguire una politica di emersione del sommerso, concedendo ai giocatori condizioni sempre più favorevoli. E’ sufficiente sottolineare, in proposito, che la percentuale di restituzione a premi è salita dal 71,6% del 2010 al 77% del 2011 (+5,4% in termini relativi; +7,5% come delta assoluto).
In tale ambito, le NewSlot, che per legge garantiscono al giocatore una percentuale di vincita del 75% si pongono al di sopra della media generale. La loro diffusione sul territorio ha raggiunto – secondo quanto pubblicato sul sito internet dell’Aams – le 369mila unità installate, che è certamente un numero considerevole, ma non così lontano da quello riscontrato nei principali Paesi europei (come risulta dal documento allegato, rilasciato dall’Euromat) che per altro negli ultimi anni hanno perseguito politiche a sostengo per lo più del gioco online ed in particolare su dispositivi mobili (smartphone e tablet).
Quanto ai fenomeni di illegalità connessi all’attività degli apparecchi da gioco, pur prendendo atto delle preoccupanti risultanze dell’indagine svolte dalla Commissione Antimafia, confluite nella relazione finale presentata il 22 luglio 2011, ci preme sottolineare che, come risulta dagli atti pubblicati dalla Commissione stessa, l’attività di controllo svolta dalla Guardia di Finanza nel 2010 ha determinato il sequestro penale di un numero davvero esiguo di detti apparecchi, corrispondente a circa l’1% di quelli in funzione.
Queste note, che richiederebbero certamente un’analisi più approfondita, possono comunque rendere in maniera sufficiente il fatto che il settore degli apparecchi è spesso soverchiato da pregiudizi che poi non trovano un sostegno reale nei numeri.
Tornando ai dati Aams 2011, c’è un altro aspetto che riteniamo doveroso evidenziare. Non c’è dubbio che la menzionata politica di rendere sempre più appetibile il gioco legale abbia spostato fortemente l’ago della bilancia sul gioco online, probabilmente ritenendo che la tracciabilità degli utenti fosse condizione necessaria e sufficiente per garantire controlli più efficaci. In realtà, questo è vero soltanto in parte, e lo è ancor di meno in chiave di prevenzione del gioco compulsivo e di accesso da parte dei minori. Come abbiamo affermato nella parte iniziale della presente relazione, laddove il controllo sulle attività di raccolta del gioco sia svolta da persone fisiche, gli obiettivi testè enunciati sono molto più concretamente raggiungibili.
A sostegno di questa tesi, riteniamo opportuno portare, a riferimento, i dati di uno studio svolto dall’Università di Bonn Rhine-Sieg in base al quale, in Germania, per ogni 100 milioni di euro spesi nel gaming, l’ammontare dei giocatori patologici è il seguente:
– 6,67% sull’online;
– 2,56 su roultette e slot machine nei casinò;
– 0,35% sul lotto
– 0,9% sulle Awp, ovvero gli apparecchi per il gioco lecito.
In definitiva, l’attuale livello di offerta di gioco pubblico – che, occorre sottolinearlo, si è sviluppata negli ultimi anni per impulso di una legislazione di emergenza che ha portato all’allargamento dell’offerta in modo forse eccessivo rispetto alle implicazioni sociali che ne sarebbero poi derivate – ha fatto nascere nella Sapar l’esigenza di non limitarsi alla sola promozione di comportamenti responsabili e alla sensibilizzazione degli operatori e dei giocatori a tutti i livelli, pure importante, ma ha spinto la Sapar anche ad elaborare progetti pilota che creino la base di un piano per la prevenzione di ogni possibile rischio di compulsività.
In merito la Associazione ha avviato nel corso dell’ultimo anno due progetti in collaborazione con il SerT di Padova in sinergia con il Comune e l’Università di Padova e con il SerT di Cesena in sinergia con gli istituti di istruzione secondaria della Provincia di Cesena, tali progetti mirano ad elaborare due distinte strategie di intervento.
Il primo progetto mira a promuovere, con idonea cartellonistica e brochure informative, comportamenti responsabili nei giocatori e di guida agli esercenti, affinché questi ultimi siano in grado di svolgere azioni di primo intervento nei confronti dell’utente che dovesse manifestare atteggiamenti riconducibili a quelli tipici del giocatore patologico.
Il giocatore, direttamente o mediante l’esercente, può rivolgersi alle strutture del SerT di Padova per l’assistenza e la cura.
L’Università mediante i ricercatori del Dipartimento di Psicologia dello Sviluppo e della Socializzazione effettuerà monitoraggi periodici dell’incidenza del progetto rispetto ai casi di gioco problematico o patologico precedentemente registrati. Ciò permetterà di costruire una banca dati di straordinaria importanza per la tempestività degli interventi, così superando il limite manifestato dagli enti, pure autorevoli, che operano nel contrasto alle ludopatie, che è quello di intervenire solo in fase di recupero di situazioni ormai fortemente compromesse.
Ancora più interessante il progetto pilota elaborato dalla dott.ssa Clelia Angelastri in stretta sinergia con il SerT e il Comune di Cesena che si inserisce in una fase di prevenzione primaria di intervento. perché relativo ad una fase primaria di intervento.
Infatti il progetto pilota che porta la stessa denominazione della Campagna Sapar “Affinché il gioco rimanga un gioco”, è indirizzato agli studenti delle scuole medie di 2° grado della Provincia di Cesena e sarà successivamente esteso a livello nazionale.
Verrà usata una metodologia attivo-partecipativa, con lo scopo di trasformare il soggetto destinatario dell’intervento ad un attore promotore e protagonista delle proprie scelte. L’intenzione è di utilizzare la peer education e i focus group al fine di potenziare le risorse dei singoli e dei gruppi. Verrà inoltre creato un questionario pre e post progetto che ne valuterà l’efficacia soprattutto per ciò che riguarda le informazioni e le credenze dei ragazzi prima di partecipare al progetto e dopo. test di ingresso e di uscita e su focus group in cui i ragazzi diventano i veri protagonisti, sino a realizzare, al termine del percorso, delle opere come video, disegni e slogan contro le ludopatie.
In conclusione, l’Associazione Nazionale Sapar si dichiara favorevole ad una più idonea regolamentazione della pubblicità dei prodotti di gioco, basata sui canoni di una corretta e responsabile informazione, tendendo in particolare considerazione la tutela dei minori.
Non può tacersi un certo scetticismo e un invito alla prudenza verso soluzioni ed interventi normativi sulla spinta emotiva, sia pur condivisibile, indotta da denuncie allarmate ed allarmistiche che, anche se meritevoli di ogni considerazione, appaiono comunque eccessive.
Resta comunque il fatto che l’odierna realtà di mercato è il frutto non della libera iniziativa delle imprese e degli operatori professionali, bensì dell’azione regolatoria impartita dall’Aams sulla base degli indirizzi forniti dal Governo e, come tale, rispecchia fedelmente e rigidamente i canoni di un regime concessorio che, nella compartecipazione di pubblico e privato, tende ovviamente a privilegiare gli interessi di ordine e salute pubblica perseguiti dallo Stato.
Trattandosi di un tema centrale per la vita stesse delle imprese l’interesse all’accesso a dati affidabili è una priorità assoluta per il settore ed è questo l’obiettivo cui mirano i progetti pilota come quelli qui illustrati, che in tempi brevi (8/10 mesi) potranno permettere una prima verifica della consistenza del fenomeno e dell’utilità, a fini preventivi e di recupero, delle metodologie di intervento allo studio.
Appaiono necessarie verifiche scientifiche di percorribilità di ogni soluzione proposta per il raggiungimento del fine prima di poter consigliare un qualsivoglia intervento direttamente operante sulla offerta di gioco.
Ciò premesso, sebbene si stia affrontando un periodo di gravissime difficoltà economiche, si può confermare la massima disponibilità delle imprese del settore ad investire su programmi e progetti che portino a riscontrabili ed oggettivi risultati in materia di prevenzione di ogni fenomeno degenerativo legato al gioco: allo stato attuale è importantissimo investire e quindi orientare risorse verso una ricerca mirata in questa direzione per ottenere indicazioni anche sulle possibili modifiche con riferimento all’offerta di ogni prodotto di gioco e ai correttivi necessari per ognuno di essi.
Anche per questi motivi, come già abbiamo avuto modo di affermare nel corso dell’audizione avuta presso la VI Commissione Finanze della Camera il 14 settembre 2011, si ritiene di fondamentale importanza, in chiave di prevenzione, svolgere una massiccia e costante azione di controllo, con l’intervento diretto delle Amministrazioni Comunali, in quanto la persistenza di fenomeni di gioco irregolare e illegale richiede un capillare presidio del territorio, che non può essere ovviato dall’aggravio dei vincoli sull’offerta legale, come purtroppo spesso si ipotizza da più parti.
Per sostenere tale attività, certamente onerosa sia nell’impiego delle risorse umane che negli strumenti che si rendono necessari, ai Comuni dovrebbero essere destinati dei fondi derivanti dalle entrate erariali dai giochi.
Ma soprattutto, l’Associazione Nazionale Sapar propone l’istituzione di un fondo da destinare alle attività di ricerca per la prevenzione e la cura delle ludopatie, da ricavare sempre dalle entrate erariali dai giochi.
Ringraziamo per l’attenzione concessa.
Il Presidente
Raffaele Curcio
