
Il “Rapporto sul gioco d’azzardo al tempo del COVID-19” dell’Istituto Superiore di Sanità dimostra ancora una volta quello che noi diciamo da tempo sui giocatori problematici e la decisione adottata evidentemente senza senso del distanziometro.
Ma andiamo con ordine.
Il report dell’ISS evidenzia le modalità di gioco dei giocatori problematici. Da questo emerge che tra gli studenti giocatori problematici le slot machine sono solo la quarta forma di gioco con il 42,5%. In testa ci sono le scommesse sportive, le scommesse virtuali e altri giochi a base sportiva.
In generale, tra i giocatori problematici le slot machine sono soltanto la quinta forma di gioco e il luogo più frequentato da loro è la sala scommesse.
Ancora una volta l’Istituto Superiore di Sanità rivela che, ovviamente, il giocatore problematico preferisce giocare lontano da casa o dal luogo di lavoro, preferibilmente in un posto che gli dia garanzia di riservatezza.
Ma, contrariamente alle evidenze scientifiche, i nostri politici frenano le possibilità di gioco sia con il distanziometro che con i limiti orari. Le stesse ricerche dell’ISS e di Eurispes in questi anni hanno dimostrato che il giocatore problematico sceglie luoghi lontani che garantiscono privacy e che, in qualche misura, occultano la sua condizione di giocatore. Servirà l’ennesimo report per fare aprire gli occhi al nostro Governo?
