Giovedì 15 marzo alle ore 11, presso la Sala Diotallevi di Rimini Fiera si terrà il convegno “La Sapar per il gioco responsabile – Gli sviluppi della Campagna “Affinchè il gioco rimanga un gioco” per intensificare la prevenzione delle ludopatie e la tutela del giocatore e dei minori.
Il lavori saranno introdotti dal Presidente Sapar Raffaele Curcio e vedranno gli interventi degli psicologi-psicoterapeuti dott.ssa Clelia Angelastri e Gianluca Farfaneti, del Sert di Cesena.
La Campagna Nazionale della SAPAR per la prevenzione del gioco patologico e per la tutela dei minori – che si fonda sulla compartecipazione dei gestori degli apparecchi da intrattenimento e dei titolari degli esercizi in cui tali macchine vengono installate, per favorire, da parte dell’utenza, un approccio al gioco corretto e moderato, ed evitare che vi abbiano accesso i minori di anni 18 – si arricchisce di nuovi contenuti, col duplice obiettivo di dare continuità e maggiore concretezza all’iniziativa e di creare una rete di collaborazioni tra le varie realtà che si occupano di ludopatia.
Il gioco è, e rimarrà sempre, uno strumento fondamentale per la crescita sana dell’individuo. Ma di fronte a fenomeni patologici che lo coinvolgono è importante sottolineare l’inutilità della condanna e della demonizzazione, per prendere atto che l’unica strada efficace da percorrere è la promozione di una cultura della responsabilizzazione centrata su una forma di divertimento sano.
La ludopatia ha un’incidenza sulla popolazione compresa fra l’1 ed il 3%. Il gioco d’azzardo patologico si configura pertanto come una problematica urgente da trattare ed arginare, non tanto attraverso il proibizionismo, quanto tramite progetti di informazione e prevenzione dei comportamenti a rischio e di promozione della qualità della vita.
Da qui la nascita del progetto pilota che porta la stessa denominazione della Campagna Sapar “Affinchè il gioco rimanga un gioco”, indirizzato agli studenti delle scuole medie di 2° grado e che prevede un coinvolgimento attivo dei ragazzi, poiché è proprio attraverso l’azione e il mettersi in gioco che la prevenzione risulta efficace.
La presentazione di tale progetto è affidata alla psicologa-psicoterapeuta dott.ssa Clelia Angelastri.
Ulteriori approfondimenti sulla complessa quanto delicata tematica del gioco compulsivo saranno forniti dal dott. Gianluca Farfaneti, psicologo e psicoterapeuta del Sert di Cesena, che già da diversi anni ha concentrato l’attenzione sul gioco d’azzardo patologico, sviluppando un approccio clinico strettamente agganciato al territorio (lavoro di rete) che permette, da un lato, di rendere più efficaci la prevenzione e le azioni di cura, e dall’altro di accrescere, attraverso il dialogo, la professionalità di ciascuno e di aumentare la probabilità di emersione e gestione del problema.
