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Fase 2, ecco le regole per la ripresa delle attività produttive

By 24 Aprile 2020No Comments

Secondo il Sole24Ore ecco quali saranno le regole da seguire per tutte le attività produttive durante tutta la Fase 2:

Tampone a tutti i lavoratori nei cicli produttivi in cui sia difficile il rispetto del distanziamento, per prevenire nuovi focolai nelle aree maggiormente a rischio. Con interventi di sanificazione straordinaria delle aziende in cui si sono registrati casi sospetti, prima della riapertura.

Riorganizzazione degli spazi e degli orari di lavoro per evitare assembramenti. Attraverso la valutazione dei rischi saranno individuati i dispositivi di protezione individuale più idonei, prevedendo l’utilizzo della mascherina chirurgica per tutti i lavoratori che condividono spazi comuni.

Anche nella fase di progressiva riattivazione delle produzioni, il lavoro a distanza viene indicato come lo strumento utile in chiave di prevenzione dei contagi. Decisivo è il rispetto del principio del “distanziamento sociale”, che nei nei luoghi di lavoro si traduce nel riposizionamento delle postazioni lavorative, introducendo barriere di separazione con pannelli in plexiglas o mobilio, o ricavando spazi da uffici inutilizzati (come le sale riunioni, dal momento in cui si prevede il ricorso di norma a riunioni in videoconferenza).

Va ridefinita l’articolazione del lavoro con orari differenziati ce favoriscano il distanziamento sociale, riducendo il numero di presenze in contemporanea nel luogo di lavoro, e prevenendo assembramenti all’entrata e all’uscita con flessibilità di orari. Vanno evitati assembramenti anche per raggiungere il posto di lavoro e rientrare a casa, con l’utilizzo di navette e di mezzi privati.

Il medico competente va coinvolto nella ripresa delle attività, soprattutto per il reinserimento lavorativo di soggetti con pregressa infezione da Sars-CoV-2 e la conoscenza del profilo immunitario della popolazione lavorativa. La sorveglianza sanitaria dovrà focalizzarsi sui lavoratori con oltre 55 anni o su lavoratori al di sotto di tale età, ma considerati “a rischio”.